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Una precisazione necessaria

Alcune volte scriviamo e per dovere di sintesi facciamo salti logici che rischiano di lasciare spazio a fraintendimenti o strumentalizzazioni.
È il caso del passaggio nel comunicato su “Gli eroi della F” in cui citiamo “di Firenze Vanto e gloria”.
Chiariamo il passaggio perché è giusto sia così.
La frase prosegue con “che doveva rimanere fuori da questa storia”. Abbiamo dato per scontato che fosse chiaro che la frase era rivolta a Futuro Nazionale che fra appelli pubblici e chat interne si è rivolto direttamente ai gruppi della Fiesole, citandoli.
L’appello era quello addirittura a scendere in piazza a coprire le spalle alle forze di polizia con le maglie bianche o viola.

Loro non dovevano tirare in mezzo tutto questo portato nello scontro politico.
Diciamo questo perché, come già scritto nel comunicato riguardante alcuni imbrattamenti sui murales dei gruppi della Fiesole, l’apoliticità della curva è secondo noi uno degli equilibri da non toccare in questa città.

Cogliamo l’occasione per fare un ragionamento più generale e che va oltre Firenze.
Gli ultras da anni vengono denigrati e attaccati sulle pagine dei giornali come teppisti. Sono stati elevati addirittura a emergenza nazionale dedicandoci specifici pacchetti sicurezza.
Contro le curve sono state applicate leggi già in uso contro le manifestazioni politiche e le curve a loro volta sono state luoghi di sperimentazione di nuovi dispositivi.
Oggi la realtà è quella delle trasferte vietate, dei daspo, delle multe, degli striscioni censurati, dei tornelli, dei riconoscimenti facciali.
In questo quadro il tentativo dello Stato è quello di minare nelle fondamenta l’incompatibilità che il mondo ultras ha rappresentato e può ancora rappresentare.
La repressione però è un’azione che si compone di tanti segmenti e spesso agisce sulla cooptazione.
In questo momento lo vediamo chiaramente.
Lo Stato sta offrendo agli ultras una sorta di riabilitazione a patto di essere partecipi nel controllo delle strade e nella repressione delle piazze.
Se lo dice lo Stato, il passaggio dall’essere definiti “teppisti” al diventare “eroi nazionali” può essere breve. Esattamente così chi possiede l’arbitrio di dasparti possiede anche quello di non farlo. Chi detiene il monopolio della violenza può anche indicarti dove puoi usarla godendo d’impunità.
Questo sta già accadendo in Francia e lo stiamo intravedendo anche qua.
Infine, tutto questo si regge su una narrazione mistificata: da una parte stanno gli italiani, dall’altra gli stranieri.

Quindi, tornando al tema specifico di questo comunicato, a domanda risposta.
Domanda: stiamo sostenendo che i gruppi organizzati della Fiesole abbiano partecipato al teatrino dietro i cordoni di polizia Sabato scorso a Firenze?
Risposta: assolutamente no!
Domanda: cosa stiamo sostenendo allora?
Risposta: che la destra in città, a partire da Futuro Nazionale, abbia cercato di giocarsi delle carte proprio in questa direzione.

Stiamo sostenendo che l’abbiano fatto sostenendo proprio che da una parte vi fossero “fiorentini” e dall’altra orde di forestieri. Basta guardare le foto o i video del corteo per capire non fosse così.
Quindi, il fatto quel motto “doveva rimanere fuori da questa storia” era rivolto a loro e non certo a chi da anni lo porta in curva, da Firenze ai campi europei.
“I servi fedeli del padrone che li comanda” sono i fascisti che oggi governano questo paese e i vannacciani che stanno tirando la volata ancora più a destra.

Speriamo che questo serva, non solo per chiarire il fatto il sé, ma anche per comprendere che dai palazzi del potere, dalle pagine dei giornali o dai salotti televisivi, ad una situazione economica devastante stanno rispondendo solo con repressione e tentativi di divisione per scatenare una guerra tra poveri alla quale non dobbiamo abboccare.

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