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imperialismo

Con Cuba socialista!

    La crisi di egemonia del dollaro e di tutto il sistema che a esso è legato spinge alla guerra.
    Mentre Stati Uniti e Israele stanno per lanciare un nuovo attacco contro l’Iran, l’amministrazione USA prepara anche la guerra contro Cuba: l’incriminazione di Raúl Castro è un chiaro segnale in questa direzione.

    Mobilitiamoci e scioperiamo contro guerra e sionismo

      Le ultime settimane hanno visto una pluralità di scioperi, da quello della scuola, a quelli dei ferrovieri e dei portuali. Inoltre, per il mese di maggio sono programma altri scioperi di categoria e soprattutto due scioperi generali.

      In ogni caso nessun rimorso!

        Per i nostri compagni e le nostre compagne cadute. Per chi ha pagato con il carcere senza arrendersi. Per chi ancora lotta e lotterà.

        Solidarietà a L38Squat sgomberato ieri a Roma

          Intanto solidarietà a L38Squat sgomberato ieri a Roma da un imponente schieramento di polizia dopo più di 30 anni di occupazione!
          L’ennesimo atto di prevaricazione e propaganda che regala alla speculazione un’area che fino a ieri era stata restituita all’uso collettivo attraverso la riappropriazione diretta.

          No alla guerra! Sì alla solidarietà!

            Perché questa mobilitazione parla direttamente a noi, alla classe popolare e ai giovani che secondo i piani dei guerrafondai dovrebbero prepararsi per andare in guerra.

            Solidarietà al popolo cubano

              Innanzitutto ci teniamo come Centro Popolare Autogestito a ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla raccolta dei medicinali per Cuba: solo qua al CPA abbiamo raccolto 21 scatole che partiranno domattina in direzione Roma.

              No all’utilizzo delle basi in Italia per la guerra contro l’Iran

                “Donna Vita Libertà” abbiamo sentito gridare nelle piazze che hanno caldeggiato i bombardamenti sull’Iran.
                Questi sono arrivati la mattina del 28 Febbraio. Uno dei primi obiettivi colpiti, subito dopo l’assassinio di Ali Khamenei, è stata una scuola femminile con oltre 150 vittime tra le giovani studentesse: eccola “la liberazione delle donne iraniane”.

                “Inaccettabile”

                  La parola che si è rincorsa in ogni dove dopo il corteo di sabato a Torino.
                  Un video di 30 secondi. Non c’è niente prima, non c’è niente dopo. Poi un singolo fotogramma in prima pagina su ogni giornale.
                  “Inaccettabile”.
                  Allora ci dicano i professionisti dell’ordine cosa sarebbe “accettabile”.