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Lavoro

Solidarietà a chi lotta contro lo stato di guerra, l’arruolamento e il carovita

    Lo Stato si ridefinisce in funzione della guerra e per questo si configura formalmente come “penale”.
    Non cade più neanche una briciola dal tavolo dei padroni per addolcire la pillola: le contraddizioni sociali, che in altri momenti potevano essere governate con forme di compensazione sociale, nel momento in cui ogni risorsa deve essere privatizzata mettendola a profitto sul mercato finanziario e nel comparto militare, non possono che scontrarsi con un livello repressivo sempre più alto.

    Gli eroi della F

      Gli eroi della fiorentinità sono scesi in strada a dar manforte alla polizia di stato, per difendere i negozi della moda e dei grandi marchi. Sono i punti vendita delle multinazionali che sfruttano il lavoro e le popolazioni di mezzo mondo, compresi gli italiani.
      Sono i marchi che il centro di Firenze l’hanno occupato davvero e da tempo, cacciando fuori chi ci viveva e chi ci lavorava, compreso tanti artigiani e tante botteghe storiche fiorentine. Un bel lavoro davvero!

      I nodi vengono al pettine

        Il mondo intorno noi sta esplodendo.
        Questo vale tanto sul fronte internazionale quanto sul fronte interno.
        Stanno venendo al pettine tutti i nodi di un sistema basato sulla rapina e l’esproprio della classe dominante ai danni della classe popolare.

        Guerra sul fronte del porto: 3 licenziamenti politici a Salerno

          Siamo ormai all’interno della Terza guerra mondiale. I fronti di questa guerra sono piuttosto chiari: America Latina, Sahel, Europa orientale, Asia occidentale, Pacifico.
          Il livello di intensità dello scontro e le forme che esso assume variano da fronte a fronte. Questi fronti sono la manifestazione complessiva di una resa dei conti che dovrà sancire cosa rimarrà o meno dell’egemonia USA e del dollaro a livello globale.

          Solidarietà ai compagni del Partito dei CARC

            Negli ultimi mesi stiamo assistendo all’accentuarsi di iniziative che manifestano l’opposizione ad uno stato di cose fatto di disoccupazione, peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, coinvolgimento nella guerra e nel genocidio del popolo palestinese.

            “Inaccettabile”

              La parola che si è rincorsa in ogni dove dopo il corteo di sabato a Torino.
              Un video di 30 secondi. Non c’è niente prima, non c’è niente dopo. Poi un singolo fotogramma in prima pagina su ogni giornale.
              “Inaccettabile”.
              Allora ci dicano i professionisti dell’ordine cosa sarebbe “accettabile”.

              Solidarietà alla classe operaia in lotta!

                Dal governo dei padroni solo chiacchere.
                Il corteo degli operai ex-ILVA in sciopero arriva nei pressi della Prefettura.
                Gli operai battono i caschetti contro le reti montate sulle camionette per sbarrargli la strada.
                La polizia li investe con una pioggia di lacrimogeni.
                Le reti vengono divelte.
                Non è forma.
                È sostanza.

                Solidarietà agli operai ex-ILVA in lotta

                  Alla rottura del tavolo sulla ex-ILVA, Fiom, Fim e Uilm hanno risposto con lo sciopero di 24h del settore siderurgico.
                  Gli operai di Genova hanno quindi occupato lo stabilimento di Cornigliano uscendo in corteo con i mezzi dello stabilimento e praticando blocchi che hanno paralizzato l’intera città.
                  Il rischio è quello della cassa integrazione dopo la quale si prospetta il licenziamento di centinaia di operai.