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La fine del genocidio è la fine del sionismo

La fine del genocidio è la fine del sionismo

Quando

sabato 10 Ottobre    
17:00

Tipologia evento

Il 10 Ottobre anche a Firenze scendiamo in piazza rispondendo alla chiamata delle organizzazioni palestinesi: ore 17.00 in piazza Santissima Annunziata.
Nel rilanciare quest’appello riportiamo la parte finale dell’intervento dell’Assemblea per lo Sciopero al corteo del 26 Settembre scorso:

Davanti a questo quadro – la guerra, la militarizzazione, la svendita del territorio agli interessi sionisti – ci siamo noi.
Quindi la nostra capacità di organizzarci.
La nostra capacità di essere punto di riferimento per tutti coloro su cui questo sistema sta scaricando il peso della crisi ma che questo sistema ha anestetizzato facendogli credere che non vi siano alternative possibili alla scelta tra il “peggio” e “meno peggio”.
Non è così.
Un anno fa eravamo in piazza ogni giorno: migliaia e migliaia di persone hanno preso le strade, bloccato porti, autostrade, ferrovie, aeroporti. Ben due scioperi generali hanno realmente fermato il paese. Abbiamo visto cosa può generare la ridefinizione, se pur parziale e latente, dei rapporti di forza.
Oggi di quelle piazze rimangono sanzioni e denunce, ma anche la rivendicazione e il vissuto.
Allora è importante comprendere le ragioni, non solo dell’esplosione di quelle piazze, ma anche del loro rapido riflusso: lì stanno le domande e le risposte per adattare la nostra pratica, rendere maggiormente stabile la mobilitazione e condurla su forme di organizzazione più mature e durature.
Perché forse il salto di qualità potrebbe stare proprio nella capacità di restituire più chiaramente l’idea di quanto la lotta con la Palestina non sia una questione locale o parziale, ma sia elemento di punta nel contrasto alla guerra e di tutte le sue ricadute fino alla questione che oggi risulta essere di primaria importanza per tutta la classe popolare: l’aumento dei prezzi dei carburanti, delle bollette e di tutti i generi di prima necessità.
Sono le stesse organizzazioni palestinesi a dirci questo: ritrovare la solidarietà con la Palestina nella lotta di tutti i popoli oppressi dall’imperialismo opponendosi alla guerra contro il Libano, l’Iran, lo Yemen o Cuba, per arrivare fino alle carceri italiane dove sono imprigionati i militanti palestinesi o nelle aule di tribunale dove decine di compagni e compagne sono sotto processo per le mobilitazioni dello scorso anno.
Dobbiamo viverci questi momenti come se stessimo già costruendo il prossimo sciopero generale. Ancora non abbiamo una data, ma un punto di caduta di questa situazione ci sarà e noi dobbiamo farci trovare già all’opera affinché tutto si tenga in un’unica grande mobilitazione.
Questo mondo è complesso ma semplificando c’è una linea di frattura sempre evidente: c’é chi la guerra la usa per arricchirsi, chi invece la paga e ci muore.
Noi siamo la parte che la sta pagando, ma non è detto che si voglia subire in silenzio!
Ce l’ha detto anche un ministro del governo Meloni: “il prezzo del carburante non scenderà, quindi attrezzatevi!”
“Grazie ministro, lo stiamo facendo…”