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Se all’ultimo pieno hai imprecato, questa è la tua piazza

Sabato 26 Settembre ore 15.00 manifestazione regionale a Firenze in piazza Bambini e Bambine di Beslan per denunciare la svendita del territorio agli interessi sionisti e la sua militarizzazione: un tema direttamente collegato all’aumento dei prezzi e al carovita.

Oggi un litro di diesel costa 2,20 €.
Di questi più di 1 € sono tasse.
Se domani lo Stato azzerasse accise e IVA, all’incirca pagheremmo 1,2 € al litro.
Lo Stato incassa di accise una cifra fissa di circa 0,65 euro che non si muove di un centesimo qualunque cosa succeda al prezzo del petrolio. Sopra questa cifra fissa, ci applica un altro 22% di IVA: più il carburante costa, più lo Stato guadagna in proporzione.

Sono una montagna di soldi: circa 40 miliardi di euro.
Questi soldi non hanno vincoli di spesa e finiscono nella contabilità generale dello Stato, quindi non possiamo sapere cosa vi venga finanziato direttamente.
Sappiamo però che tra aiuti diretti e indiretti all’Ucraina, aumento delle spese militari per allinearsi alle “richieste” della NATO e gli interessi sul debito pubblico contratto per finanziare proprio la spesa militare, quella cifra viene addirittura superata.

Se pensiamo che tra le accise paghiamo quelle per la guerra d’Etiopia del ’35-’36, per la crisi di Suez ’56, per la missione in Libano dell’82-’83 e per la missione in Bosnia del ’96, ci viene proprio da dire che con i debiti delle guerre passate si finanzia quelle del presente.
E a pagare alla fine siamo sempre noi, mentre altri fanno affari e si fregano le mani ricordandoci sempre che “finché c’è guerra c’è speranza”!

Perché poi provano anche a convincerci che non sia colpa del governo in carica ma “della congiuntura internazionale”: basterebbe uno scatto d’orgoglio per rendersi conto che “la congiuntura internazionale” non piove dal cielo, ma è tale perché il sistema di cui l’Italia è parte, con alla testa USA, Ue e Israele, alimenta questa spirale.
Europeisti e sovranisti, che ogni giorno si spacciano come alternativi l’uno dell’altro, in realtà sono facce della stessa medaglia, uno la stampella dell’altro.

In questo teatrino infatti c’è un grande assente: siamo proprio noi, quelli che alla fine del mese devono fare quadrare i conti e dovrebbero scegliere se farsi da chi sguazza nel lusso e chi nell’oro.
Abbiamo un luogo preciso però dove ritrovarci e riconoscerci: è la piazza!
Il 26 Settembre a Firenze ce ne sarà una che parla anche di questo: per continuare a lottare con la Palestina, contro la guerra, la svendita del nostro territorio ma anche del carovita, dell’aumento dei carburanti, delle bollette e di tutti i prezzi al consumo.
Non ci sono soluzioni facili o scorciatoie: noi non siamo venditori di fumo o incantatori di serpenti come tanti ne vediamo sulle poltrone dei palazzi del potere, ma non siamo neanche il loro gregge, e forse è arrivato il momento che lorsignori inizino a respirare un clima diverso…

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