
Proclami di pace e solidarietà di facciata non bastano a nascondere gli interessi e le complicità di chi nei fatti soffia sui venti di guerra e garantisce grandi aperture di mercato ad attori importanti del genocidio in Palestina.
Da qualche anno in Toscana abbiamo il consolato onorario di Israele.
Ad assumere il ruolo di console è stato Marco Carrai, faccendiere e amico di Matteo Renzi.
Una scelta politica non casuale, di un personaggio ben inserito, con importanti agganci economici e politici tanto a livello locale quanto internazionale.
Carrai infatti ricopre diversi ruoli:
- Presidente di Toscana Aeroporti SPA, il cui pacchetto di maggioranza è in mano a Corporation America, il gruppo argentino vicino al presidente fascista Milei. La società ha il progetto di costruire una nuova pista all’aeroporto di Firenze.
- Consigliere nel CDA delle ex acciaierie Lucchini, in procinto di essere vendute alla società ucraina che gestiva le acciaierie di Mariupol. Una volontà politica esplicitata dal consiglio di amministrazione e in rappresentanza dei “buoni rapporti internazionali” che si manifestano nel sostegno militare alla giunta di Kiev. Anche in questo caso interessi di guerra e sostegno bipartisan si manifestano in modo chiaro e inequivocabile. Scelte che hanno un riverbero anche sul territorio fiorentino e che politicamente si sono manifestate nel conferimento delle chiavi d’oro della città al sindaco di Kiev mentre veniva negata la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese.
- Dall’Ottobre 2023 è presidente della Fondazione Meyer, formalmente deputata a sostenere e finanziare le attività dell’ospedale pediatrico. La motivazione ufficiale della sua nomina, deliberata dal direttore generale dell’AOU Meyer IRCCS, Paolo Morello Marchese, è particolarmente significativa: viene infatti richiamata la sua “capacità di relazione e di attrazione di risorse”. Carrai non si è limitato ad assumere la presidenza della Fondazione. Nel 2025 ha promosso la creazione di un Advisory Board, pensato per rafforzare la capacità della Fondazione di attrarre risorse e sviluppare relazioni a livello internazionale riunendo grandi imprenditori, investitori e personalità di rilievo internazionale.
Tra questi figura Ronald S. Lauder, miliardario statunitense e noto sostenitore di Israele. - Ha fondato la Cys4 – di cui è stato presidente – che opera nel settore della cyber sicurezza: ha tra i suoi clienti Eni, Poste Italiane, Unipol e Cattolica Assicurazioni. Cys4 è collegata anche a Cambridge Management Consulting Labs, altra società fiorentina di Carrai nella consulenza tecnologica.
Quando parliamo di cyber sicurezza e Israele dobbiamo sottolineare l’importanza dei sistemi di telecamere, incrocio dati e riconoscimento facciale, che hanno un ruolo fondamentale nelle politiche di occupazione e apartheid in Palestina. Ci sembra necessario evidenziare anche come il circuito di telecamere che controlla i flussi in entrata e uscita da Firenze sia stato progettato e inaugurato alla presenza di amministratori ed esperti provenienti da Tel Aviv: il fatto che Carrai sia stato un facilitatore per questo tipo di relazioni è più che un sospetto.
Appare del tutto evidente che, date queste premesse, il consolato onorario sia uno snodo per rappresentare gli interessi sionisti sul territorio toscano.
In questo quadro appare quasi retorico chiedersi quale ruolo abbia questo connubio nel progetto del parco agrifotovoltaico a Roccastrada, in provincia di Grosseto, ad opera di Shikun & Binui Energy, il gruppo israeliano legato alle forze militari dell’IDF che ha costruito il muro che recinta Gaza e gli insediamenti per i coloni in zone della Cisgiordania come Ariel o Har Homa.
La figura del console è emblematica anche per un’altra questione: viene difeso da ogni critica tacciando di antisemitismo ogni contestazione. Carrai però non è neanche ebreo: questo ci dice quanto sia strumentale l’accusa di antisemitismo, che ormai si è fatta anche legge dello Stato contro la solidarietà alla Palestina, e quanto il sionismo sia un progetto coloniale e affaristico che utilizza il dramma dell’Olocausto solo in termini opportunistici.
Se il governo nazionale è in mano ai figli e nipoti legittimi del fascismo che stanno spingendo sul pedale della repressione rispondendo ai diktat della NATO, la Toscana, governata dal Partito Democratico e dal cosiddetto “campo largo”, va nella stessa direzione.
Il quadro generale si completa con:
- La ristrutturazione del porto di Livorno per potenziare lo scalo commerciale, permettendo l’attracco a portacontainer di capienza ben più elevata di quanto avviene oggi;
- il dragaggio del canale Navicelli, attiguo a Camp Darby, con lavori finanziati direttamente dagli USA;
- la ristrutturazione di una parte della rete ferroviaria secondo gli standard NATO per il trasporto di armi;
- l’utilizzo del porto di Piombino per il rigassificatore e il transito di mezzi militari;
- la costruzione della nuova base militare a Coltano, con centinaia di ettari fra il parco di S. Rossore e altri territori fino a Pontedera, per la costruzione di poligoni di tiro, infrastrutture, punti di atterraggio per elicotteri;
- l’insediamento del Comando NARO HQ Multinational Division South nella Caserma Predieri a Firenze Sud;
- l’allargamento della pista dell’aeroporto di Peretola (Firenze) funzionale ad alleggerire i voli civili dell’aeroporto di Pisa e a rafforzarne vocazione e uso militare.
La visita di Eugenio Giani a bordo del megayacht Boardwalk, di proprietà dell’ambasciatore statunitense Tilman Fertitta, è solo la ciliegina sulla torta e l’ultimo esempio della subalternità politica delle istituzioni regionali nei confronti degli USA.
Se da destra la propaganda si muove strillando sulla presunta “invasione” degli immigrati, chi oggi governa la Toscana non può che esprimere un dissenso etico e morale, ma non può andare al succo del discorso perché è parte del problema.
Il problema infatti è un altro: la presenza di migliaia di militari nelle decine di basi USA e NATO sul territorio nazionale, quella dei capitali stranieri che comprano e privatizzano, sfruttano e delocalizzano.
Questo punta davvero a distruggere la nostra sovranità, cultura e tradizioni popolari, ma soprattutto ha una ricaduta diretta sulla tenuta del sistema scolastico e sanitario, sui salari e sul costo della vita, mentre si affronta una crisi sistemica viene affrontata a colpi di “bonus” e “tesoretti”: spiccioli in confronto a ciò che viene investito tra spesa diretta e indiretta per garantire proiezione e alleanze militari.
Questo è il succo del discorso, specialmente in un momento in cui una parte dell’élite militare punta a spostare ancora più a destra la politica italiana, candidandosi a governarla.
Noi invece siamo coloro che lo scorso autunno hanno scioperato, sono scesi in piazza, hanno “bloccato tutto” e ancora una volta hanno imparato che contro il “partito unico della guerra” non esistono deleghe possibili, ma solo la nostra capacità di organizzarci e lottare.
Oggi più che mai siamo di fronte al fatto che il sionismo, che scarica la sua forza più brutale in Palestina e in Libano, è un apparato strutturato a livello internazionale che tesse la sua tela e il suo sistema di controllo e sfruttamento anche sul nostro territorio.
La lotta, la mobilitazione e l’organizzazione sono la strada per costruire rapporti di forza adeguati a porre fine all’asservimento del nostro territori ai voleri e agli interessi dei sionisti e dei guerrafondai.
La lotta è l’unica via possibile e necessaria davanti a questo scenario. Organizziamola!
Per queste ragioni l’Assemblea per lo Sciopero di Firenze e i compagni e le compagne di Livorno impegnati nella difesa degli Orti Urbani chiamano a raccolta tutte le realtà, i comitati, le associazioni e le organizzazioni per rilanciare la mobilitazione:
- 5 Settembre alle ore 11.00 ASSEMBLEA REGIONALE presso gli Orti Urbani di via Goito a Livorno.
- 26 Settembre CORTEO REGIONALE le cui modalità saranno decise collettivamente durante l’assemblea.


