A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE!
Allora per “scherzo” proviamo a immaginare una sicurezza che sia tutta nostra: non leggi e decreti che limitano libertà personali e collettive, ma azioni concrete che rispondano agli interessi popolari.
Non stiamo parlando di chissà cosa, ma della vita di tutti i giorni: casa, lavoro, salario, sanità, scuola, trasporti, tempo libero.
Uno “scherzo” in cui non si venga subissati dalle continue lamentele per la mancanza di agenti in strada, ma semmai di medici e infermieri negli ospedali, insegnanti nelle scuole o alloggi popolari in città.
Uno “scherzo” in cui proprio la città torni ad essere davvero spazio pubblico e non un luogo da mettere a rendita e profitto tra studentati di lusso e b&b.
Che a forza di scherzare, quasi quasi ci viene da ridere quando ci raccontano che il “turismo porta ricchezza”.
Sai che “scherzo” sarebbe se tutta questa ricchezza, anziché finire nelle tasche di pochi, arrivasse invece a chi lavora nei ristoranti, nei bar, nei musei o negli alberghi?
Per non parlare poi di cosa ciò significherebbe, non solo per il centro storico, ma anche per i quartieri oltre i viali e fino alle periferie.
Perché poi, se in centro tutto costa troppo, e le piazze sono chiuse, e non si può fare il bivacco, e non ci vive più nemmeno un fiorentino, e non si può cantare, e non c’è nemmeno un bagno pubblico per pisciare… ma qualcuno ci spiega perché ‘ste cazzo di tramvie portano tutte in centro?
E allora andiamoci davvero in centro!
Per esempio Sabato 14 Febbraio alle ore 11.30 in piazza D’Azeglio.
Perché La Polveriera non dovrebbe essere l’eccezione che qualcuno si può permettere di mettere in discussione, ma uno spazio da difendere affinché la pratica della rivendicazione e della riappropriazione collettiva si estenda oltre i confini in cui i padroni della città vorrebbero confinarla.
Perché nonostante sgomberi, denunce, processi, fogli di via, decreti penali, multe e chi può ne ha più ne metta… “e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventano tristi se noi piangiamo!”

