Guerra e carovita: il gioco delle tre carte
Facciamo due precisazioni rispetto a quanto abbiamo scritto nei giorni passati.
Facciamo due precisazioni rispetto a quanto abbiamo scritto nei giorni passati.
Innanzitutto ci teniamo come Centro Popolare Autogestito a ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla raccolta dei medicinali per Cuba: solo qua al CPA abbiamo raccolto 21 scatole che partiranno domattina in direzione Roma.
“Donna Vita Libertà” abbiamo sentito gridare nelle piazze che hanno caldeggiato i bombardamenti sull’Iran.
Questi sono arrivati la mattina del 28 Febbraio. Uno dei primi obiettivi colpiti, subito dopo l’assassinio di Ali Khamenei, è stata una scuola femminile con oltre 150 vittime tra le giovani studentesse: eccola “la liberazione delle donne iraniane”.
La parola che si è rincorsa in ogni dove dopo il corteo di sabato a Torino.
Un video di 30 secondi. Non c’è niente prima, non c’è niente dopo. Poi un singolo fotogramma in prima pagina su ogni giornale.
“Inaccettabile”.
Allora ci dicano i professionisti dell’ordine cosa sarebbe “accettabile”.
Questo testo è il contributo del CPA Firenze Sud nel dibattito sui centri sociali, dell’attacco che ad essi è rivolto e sul ruolo che possono avere all’interno della fase di guerra che stiamo vivendo.
Negli USA l’ICE porta in strada le tattiche di guerra apprese nell’addestramento con le forze israeliane.
Nel Regno Unito lo stato è disposto a lasciar morire i prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame.
In Italia piovono denunce, multe e arresti contro i compagni e le compagne protagonisti delle mobilitazioni e degli scioperi d’autunno con il governo concentrato su un’attenta campagna diffamatoria e la stesura di un nuovo Ddl Sicurezza.