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Solidarietà alle compagne e ai compagni indagati!

Dopo quanto già comunicato in relazione alle denunce per la giornata di sciopero del 3 Ottobre a Firenze, dopo la notizia delle denunce e dei decreti penali arrivati ad altre decine di compagne e compagni in altre città italiane, diamo un ulteriore aggiornamento su quanto sta accadendo a Firenze.

Il 2 Ottobre un corteo di centinaia e centinaia di persone ha fatto ingresso nella Stazione di Santa Maria Novella occupando i binari.
L’azione rispondeva al “blocchiamo tutto” lanciato dai portuali di Genova che in quelle settimane ha visto decine di blocchi tra aeroporti, tangenziali, autostrade, porti e stazioni contro il genocidio sionista in atto in Palestina.
Un genocidio che, oltre la propaganda del “cessate il fuoco”, è ancora in corso.
Un genocidio che si sta perpetuando in un contesto in cui il sionismo è tornato all’attacco anche di voci scomode come quella di Francesca Albanese e di tutti coloro che ancora alzano la voce per la “Palestina Libera”. Se ad oggi questo grido ha prodotto il licenziamento di alcuni lavoratori ai quali esprimiamo la nostra vicinanza, a breve potrebbe essere contestato come reato vero e proprio: è quanto prevede il Ddl 1004 proposto dal senatore Romeo e assunto dalla Commissione Affari costituzionali del Senato come testo base di discussione per diventare legge.

Tra chi è stato denunciato per l’azione del 2 Ottobre c’è anche un compagno minorenne per cui le indagini si sono già concluse.
In virtù di ciò gli è stato recapitato l’intero faldone delle indagini. Questo, oltre a contenere il suo nome, contiene anche quello degli altri: in tutto sono dieci.
Se per lui – che risponde al Tribunale dei minori – i tempi di chiusura delle indagini sono stati piuttosto veloci, per gli altri le indagini sono ancora aperte tanto che fino ad adesso non sono stati convocati neanche per “elezione di domicilio e nomina dell’avvocato di fiducia”.

Le ipotesi di reato contestate sono quelle di “interruzione di pubblico servizio in concorso”, “travisamento” e, ancora a carico di ignoti, viene contestato il reato di “danneggiamento aggravato” per essere stato commesso durante una manifestazione pubblica.
Ciò che vogliamo sottolineare non sono tanto i tecnicismi della procedura e del codice penale — richiamati solo per chiarezza — quanto il dato politico: in quelle piazze eravamo migliaia, decine di migliaia. Se nella rete repressiva sono rimasti coinvolti poco più di una decina di compagni e compagne, è necessario che tutte e tutti coloro che erano al loro fianco si assumano la responsabilità della solidarietà e dell’attivazione necessaria a sostenerli.
Questi attacchi possono trasformarsi in un’occasione per costruire il coordinamento indispensabile a rispondere alla repressione: è così che si può ritorcere contro governo, questure e tribunali l’azione repressiva stessa.

Nel frattempo, la Global Samud Flotilla ha annunciato la prossima spedizione in partenza il 29 Marzo. Proseguire la mobilitazione praticando tutte le forme di iniziativa che il governo vorrebbe impedirci, che vorrebbe sabotare e criminalizzare, resta la risposta più forte.
A bloccare tutto c’eravamo tutte e tutti e torneremo a farlo!
Si parte e si torna tutti insieme!

Assemblea per lo Sciopero