
Facciamo due precisazioni rispetto a quanto abbiamo scritto nei giorni passati.
- Scrivevamo che il governo attendeva il referendum per fare dichiarazioni più risolute sull’entrata in guerra dell’Italia. La politica internazionale però ha i suoi tempi.
Ecco che ieri è uscito un comunicato congiunto, firmato da sei paesi tra cui Italia, Germania e Giappone – Tokyo, Roma e Berlino di nuovo insieme, quanti ricordi per i nostalgici del ventennio fascista – per tentare di riaprire Hormuz sottraendolo al controllo dell’Iran.
Ecco che allora arriva Tajani a placare gli animi: “non vi preoccupate, noi privilegiamo l’azione diplomatica”.
Con una guerra che ogni giorno si fa sempre più intensa, mettiamo questa dichiarazione sullo stesso piano delle raccomandazioni di non affacciarsi alle finestre in caso di droni in volo.
La sintesi è che l’Italia si sta compromettendo in questa guerra ma ancora il governo non vuole dirlo apertamente. - Abbiamo scritto dei 20 giorni di riduzione delle accise sui carburanti. Una manovra che ha tutta l’apparenza di essere uno spot elettorale in vista del referendum, nel tentativo di risollevare i consensi.
Sapete quanto ci è costato questo giochetto a tempo determinato?
Quasi 530 milioni di euro di tagli orizzontali ai ministeri: sanità, trasporti, scuola e università.
Nello specifico si tratta del gioco delle tre carte: con una mano danno, con l’altra tolgono.
Non lo possiamo che ripetere nel solito modo: è arrivato il momento di uno scatto d’orgoglio e di dignità perché con una nuova guerra mondiale alle porte il tempo delle prese di culo è finito!
Sabato 21 Marzo in piazza con Firenze Antifascista, il 22 e 23 Marzo andiamo a votare NO per respingere la riforma della Costituzione e dare un chiaro segnale di opposizione allo Stato di Polizia e di Guerra.

