Vai al contenuto
Home » Contro il fascismo sempre!

Contro il fascismo sempre!

I fascisti mentono sapendo di mentire.
Per loro, dall’inizio del ‘900 a oggi, in Italia sono morti Mussolini, Gentile, gli “italiani nelle foibe”, Ramelli e i missini in via Acca Larentia. Rimuovono tutto il resto: la guerra, le stragi, la collusione con gli apparati dello Stato e la NATO, i tentativi di colpo di stato.
Continuano invece a gettarsi su qualsiasi cadavere ancora caldo che avvalori questi tesi. Una tesi scomposta, falsa, ipocrita e tendenziosa.

Oggi è il turno di Quentin, morto in Francia e descritto come un “identitario morto per le sue idee”.
Cosa sono le “idee” se non la base e la spinta per la pratica?
Ecco che in questo caso le “idee” sono quelle del fascismo, del suprematismo, del fondamentalismo cattolico, dell’antisemitismo. La pratica è quella squadrista.
Quentin non stava difendendo un bel niente. Anzi, con altri neofascisti aveva organizzato un agguato ad un gruppo di antifascisti che si stavano recando ad un dibattito pubblico.
Purtroppo per lui ha trovato quelli sbagliati che, se pur presi alla sprovvista e disarmati, si sono difesi dall’aggressione.
I neofascisti sono scappati e hanno lasciato indietro tre di loro che, pur subendo colpiti, si sono rialzati e se ne sono andati sulle proprie gambe.
Quentin ha rifiutato le cure mediche a cui poi è stato costretto in un secondo momento, quando le sue condizioni sono apparse più gravi del previsto.

La stampa più vicina all’estrema destra ha ribaltato la realtà mostrando solo lo scorcio di un filmato e divulgando la falsa notizia che Quentin fosse la vittima dell’aggressione.
Mentre il legale della famiglia si affrettava a dichiarare che Quentin fosse solo un “bravo ragazzo cattolico” erano però gli stessi gruppi neofascisti a smentirlo rivendicando le parole che lui avrebbe detto subito dopo lo scontro: “Ci rifaremo alla prossima!”

Ancora una volta assistiamo allo stesso copione, con gli aggressori fatti passare per vittime. La stessa stanca litania in nome della quale ormai si vorrebbe equiparare “fascismo e comunismo”, che significa riabilitare il primo criminalizzando il secondo.
Non ci pare che oggi lo stesso clamore mediatico si sia sollevato per gli attacchi alle sedi di France Insoumise.
Neanche la perquisizione ad un neofascista francese che ha risposto alla visita della polizia con granate e colpi di pistola dal suo appartamento, ci sembra abbia fatto così tanto scalpore.

Non ci pare che in Italia venga dato così tanto risalto alla storia di Valerio Verbano, al corteo romano che ogni anno vede la presenza di migliaia di persone come invece avviene per i “presente” in via Acca Larentia o per Sergio Ramelli a Milano.
La memoria non è non sarà mai condivisa perché anche sulla storia e la sua revisione, come sull’attualità e la sua manipolazione, si combatte lo scontro tra la barbarie fascista e la lotta per il superamento della società che la riproduce, tra la barbarie della società di oggi che riapre le fogne della storia per affrontare la sua stessa crisi e chi nella crisi lotta per un domani senza più sfruttamento e diseguaglianze.

A tutti i compagni e le compagne cadute per mano fascista.
A chi ancora resiste e risponde alla violenza squadrista.

Per chi volesse approfondire consigliamo la lettura del testo a questo link.