‘Sta grande rottura di coglioni dei fascisti!
Mentre a Roma il Governo varava la manovra finanziaria, a Firenze il problema di Fratelli d’Italia era… chiedere lo sgombero del CPA presentando un emendamento al bilancio al Consiglio Comunale.
Mentre a Roma il Governo varava la manovra finanziaria, a Firenze il problema di Fratelli d’Italia era… chiedere lo sgombero del CPA presentando un emendamento al bilancio al Consiglio Comunale.
Mohammad Hannoun e gli altri 8 palestinesi arrestati – mentre l’inchiesta pare allargarsi – sono accusati di aver violato l’articolo 270 bis perché avrebbero utilizzato fondi umanitari per finanziare “il terrorismo internazionale”.
Nella mattina del 27 Dicembre sono state arrestate 9 persone, fra cui il presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia Mohammad Hannoun, con l’accusa di aver finanziato la resistenza palestinese attraverso delle associazioni di beneficenza.
Vogliamo prima di tutto esprimere tutta la nostra solidarietà agli arrestati, e ad Anan, Ali e Mansour – il primo dei quali da più di un anno si trovano in galera con varie accuse da parte della magistratura – volti a dipingerli come terroristi.
24 anni fa a quest’ora i compagni e le compagne del CPA Firenze Sud occupavano l’ex scuola Don Facibeni al 27a di via Villamagna, ormai abbandonata da anni.
Si riprendevano uno spazio da restituire alla collettività strappandolo al degrado dell’abbandono, sottraendolo ad ogni tipo di speculazione.
Si riprendevano soprattutto la possibilità di proseguire la storia, iniziata nel 1989, del Centro Popolare dopo lo sgombero dell’ex Longinotti dove oggi sorge il Centro Commerciale COOP di Gavinana.
Alle prime ore di questa mattina a Torino è scattata un’operazione di polizia con perquisizioni in casa di alcuni compagni ma soprattutto ad Askatasuna, che è stato sgomberato.
Mentre scriviamo si riunisce la Commissione Pace in Palazzo Vecchio per affrontare il tema relativo alla cittadinanza a Francesca Albanese e contestualmente è in corso una presenza solidale di cui riportiamo e condividiamo le posizioni.
Dal governo dei padroni solo chiacchere.
Il corteo degli operai ex-ILVA in sciopero arriva nei pressi della Prefettura.
Gli operai battono i caschetti contro le reti montate sulle camionette per sbarrargli la strada.
La polizia li investe con una pioggia di lacrimogeni.
Le reti vengono divelte.
Non è forma.
È sostanza.
Respingiamo al mittente l’uso strumentale dell’accusa di “squadrismo” rivolto ai compagni e alle compagne di Torino che hanno organizzato l’azione alla redazione de La Stampa.
Sono “tutti” pronti a riconoscere il fascismo dove non c’è e si voltano dall’altra parte quando ce l’hanno davanti.
Con questo testo vogliamo entrare nel merito del rinnovo del CCNL dei metalmeccanici dopo la firma di Federmeccanica-Assistal e dei sindacati confederali.
Il quadro sindacale e economico che ne deriva si pone, secondo noi, all’interno della critica alla fase che stiamo vivendo.
Nella mattinata di oggi sono in programma le udienze di due processi che riguardano da vicino la Palestina e solidarietà internazionale.
A Roma si tiene il processo a Tarek, arrestato dopo gli scontri alla manifestazione del 5 Ottobre dello scorso anno a Roma.
Nel tribunale de L’Aquila invece è fissata una nuova udienza del processo ad Anan imputato con Alí e Mansour.
Alla rottura del tavolo sulla ex-ILVA, Fiom, Fim e Uilm hanno risposto con lo sciopero di 24h del settore siderurgico.
Gli operai di Genova hanno quindi occupato lo stabilimento di Cornigliano uscendo in corteo con i mezzi dello stabilimento e praticando blocchi che hanno paralizzato l’intera città.
Il rischio è quello della cassa integrazione dopo la quale si prospetta il licenziamento di centinaia di operai.
Esprimiamo la nostra solidarietà al Sudd Cobas e ai lavoratori in sciopero.
Ancora una volta un’aggressione contro chi rivendica ciò che, in un paese abituato a “esportare democrazia e libertà” in giro per il mondo, si pensa sia scontato: 8 ore di lavoro per 5 giorni a settimana con paghe e tutele come da contratto.