
Qua non abbiamo bisogno di “passeggiate identitarie” o provocazioni simili.
Siamo del quartiere, viviamo il quartiere e facciamo vivere il quartiere.
Le strade e i parchi sicuri li facciamo perché ne siamo parte integrante.
Perché la sicurezza, quella vera, si crea nella condivisione della socialità. Si crea nella possibilità di accedervi anche dal punto di vista economico grazie alla solidarietà dei prezzi popolari.
Questo produce l’organizzazione dell’autogestione.
Qualcuno può anche continuare a chiamarla illegalità, ma non riesce a proporre altro che austerità mentre il carovita si mangia i nostri stipendi.
Qui si attiva lo spaccato giovanile che invece loro vorrebbero obbediente, pronto ad arruolarsi per andare al fronte.
Anche da qua passa la mobilitazione per un domani diverso che superi il presente di guerra, riarmo e diseguaglianze.


