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Sconti per 20 giorni, aumenti per 5 anni

Durante l’ultima campagna elettorale avevano promesso che avrebbero eliminato le accise e tagliato l’IVA sui carburanti.
Sono stati tre anni al governo senza muovere un dito.
C’è voluta la chiusura dello stretto di Hormuz perché tornassero sul tema.
Al ventesimo giorno di guerra contro l’Iran allora la montagna partorì il topolino.
Il governo Meloni ha annunciato il taglio delle accise a partire dal 19 Marzo con grandi proclami a reti unificate.
Peccato che il taglio durerà 20 giorni… nemmeno la mesata che passa da una busta paga all’altra.
Giusto il tempo di annunciarlo per cercare di recuperare un po’ di consenso prima del referendum e poi la misura sparirà.
Ancora una volta si riafferma la politica del bonus, la logica “una tantum”, come sui salari e sulle bollette.

Sembra incredibile ma è lo stesso governo che invece, sulle spese militari, si impegna ad aumentarle per i prossimi 5 anni fino al 5% del PIL, come ordinato dalla banda Epstein.
Quando invece si tratta di misure che riguardano gli interessi generali a vantaggio delle classi popolari ci fanno cadere dal tavolo due briciole e dovremmo pure ringraziarli!

Non sappiamo dirlo in altro modo: sarebbe l’ora di uno scatto d’orgoglio, perché il tempo per le prese di culo è finito!
Sarebbe l’ora di fargli capire che non siamo un gregge di pecore e che il “bau bau” del cane pastore con noi non attacca.

Per questo il 21 Marzo scendiamo in piazza con Firenze Antifascista.

Per questo il 22 e 23 Marzo andiamo a votare NO per respingere la riforma costituzionale e dare un chiaro segnale di rifiuto dello Stato di Polizia e di Guerra.
A questo link, un nuovo approfondimento sul referendum.