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Mobilitiamoci e scioperiamo contro guerra e sionismo

    Le ultime settimane hanno visto una pluralità di scioperi, da quello della scuola, a quelli dei ferrovieri e dei portuali. Inoltre, per il mese di maggio sono programma altri scioperi di categoria e soprattutto due scioperi generali.

    Partecipa e lotta! Diserta la guerra!

      Qua non abbiamo bisogno di “passeggiate identitarie” o provocazioni simili.
      Siamo del quartiere, viviamo il quartiere e facciamo vivere il quartiere.
      Le strade e i parchi sicuri li facciamo perché ne siamo parte integrante.

      Solidarietà ai compagni del Partito dei CARC

        Negli ultimi mesi stiamo assistendo all’accentuarsi di iniziative che manifestano l’opposizione ad uno stato di cose fatto di disoccupazione, peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, coinvolgimento nella guerra e nel genocidio del popolo palestinese.

        No alla guerra! Sì alla solidarietà!

          Perché questa mobilitazione parla direttamente a noi, alla classe popolare e ai giovani che secondo i piani dei guerrafondai dovrebbero prepararsi per andare in guerra.

          Solidarietà

            Parliamo di due fatti che possono sembrare distanti per via delle aree politiche di riferimento, ma che dobbiamo considerare vicini, perché si parla sempre di emergenzialità, repressione, restringimento degli spazi di agibilità politica e solidarietà.

            Sconti per 20 giorni, aumenti per 5 anni

              Durante l’ultima campagna elettorale avevano promesso che avrebbero eliminato le accise e tagliato l’IVA sui carburanti.
              Sono stati tre anni al governo senza muovere un dito.
              C’è voluta la chiusura dello stretto di Hormuz perché tornassero sul tema.

              No all’utilizzo delle basi in Italia per la guerra contro l’Iran

                “Donna Vita Libertà” abbiamo sentito gridare nelle piazze che hanno caldeggiato i bombardamenti sull’Iran.
                Questi sono arrivati la mattina del 28 Febbraio. Uno dei primi obiettivi colpiti, subito dopo l’assassinio di Ali Khamenei, è stata una scuola femminile con oltre 150 vittime tra le giovani studentesse: eccola “la liberazione delle donne iraniane”.

                “Inaccettabile”

                  La parola che si è rincorsa in ogni dove dopo il corteo di sabato a Torino.
                  Un video di 30 secondi. Non c’è niente prima, non c’è niente dopo. Poi un singolo fotogramma in prima pagina su ogni giornale.
                  “Inaccettabile”.
                  Allora ci dicano i professionisti dell’ordine cosa sarebbe “accettabile”.