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Con Cuba socialista!

    La crisi di egemonia del dollaro e di tutto il sistema che a esso è legato spinge alla guerra.
    Mentre Stati Uniti e Israele stanno per lanciare un nuovo attacco contro l’Iran, l’amministrazione USA prepara anche la guerra contro Cuba: l’incriminazione di Raúl Castro è un chiaro segnale in questa direzione.

    Mobilitiamoci e scioperiamo contro guerra e sionismo

      Le ultime settimane hanno visto una pluralità di scioperi, da quello della scuola, a quelli dei ferrovieri e dei portuali. Inoltre, per il mese di maggio sono programma altri scioperi di categoria e soprattutto due scioperi generali.

      Partecipa e lotta! Diserta la guerra!

        Qua non abbiamo bisogno di “passeggiate identitarie” o provocazioni simili.
        Siamo del quartiere, viviamo il quartiere e facciamo vivere il quartiere.
        Le strade e i parchi sicuri li facciamo perché ne siamo parte integrante.

        Solidarietà ai compagni del Partito dei CARC

          Negli ultimi mesi stiamo assistendo all’accentuarsi di iniziative che manifestano l’opposizione ad uno stato di cose fatto di disoccupazione, peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, coinvolgimento nella guerra e nel genocidio del popolo palestinese.

          No alla guerra! Sì alla solidarietà!

            Perché questa mobilitazione parla direttamente a noi, alla classe popolare e ai giovani che secondo i piani dei guerrafondai dovrebbero prepararsi per andare in guerra.

            Solidarietà

              Parliamo di due fatti che possono sembrare distanti per via delle aree politiche di riferimento, ma che dobbiamo considerare vicini, perché si parla sempre di emergenzialità, repressione, restringimento degli spazi di agibilità politica e solidarietà.

              Sconti per 20 giorni, aumenti per 5 anni

                Durante l’ultima campagna elettorale avevano promesso che avrebbero eliminato le accise e tagliato l’IVA sui carburanti.
                Sono stati tre anni al governo senza muovere un dito.
                C’è voluta la chiusura dello stretto di Hormuz perché tornassero sul tema.