Solidarietà al Partito dei CARC
Ieri alcuni membri del Partito dei CARC hanno ricevuta la “visita” nelle proprie abitazioni da parte dei Carabinieri per esser poi portati in caserma: diffamazione ed imbrattamento i reati contestati.
Ieri alcuni membri del Partito dei CARC hanno ricevuta la “visita” nelle proprie abitazioni da parte dei Carabinieri per esser poi portati in caserma: diffamazione ed imbrattamento i reati contestati.
Siamo ormai all’interno della Terza guerra mondiale. I fronti di questa guerra sono piuttosto chiari: America Latina, Sahel, Europa orientale, Asia occidentale, Pacifico.
Il livello di intensità dello scontro e le forme che esso assume variano da fronte a fronte. Questi fronti sono la manifestazione complessiva di una resa dei conti che dovrà sancire cosa rimarrà o meno dell’egemonia USA e del dollaro a livello globale.
La crisi di egemonia del dollaro e di tutto il sistema che a esso è legato spinge alla guerra.
Mentre Stati Uniti e Israele stanno per lanciare un nuovo attacco contro l’Iran, l’amministrazione USA prepara anche la guerra contro Cuba: l’incriminazione di Raúl Castro è un chiaro segnale in questa direzione.
Durante le operazioni di abbordaggio delle imbarcazioni della Flotilla, Netanyahu si è congratulato con i militari sionisti perché con la loro azione avrebbe impedito che la Flotilla portasse il proprio aiuto ad Hamas.
Le ultime settimane hanno visto una pluralità di scioperi, da quello della scuola, a quelli dei ferrovieri e dei portuali. Inoltre, per il mese di maggio sono programma altri scioperi di categoria e soprattutto due scioperi generali.
Qua non abbiamo bisogno di “passeggiate identitarie” o provocazioni simili.
Siamo del quartiere, viviamo il quartiere e facciamo vivere il quartiere.
Le strade e i parchi sicuri li facciamo perché ne siamo parte integrante.
Negli ultimi mesi stiamo assistendo all’accentuarsi di iniziative che manifestano l’opposizione ad uno stato di cose fatto di disoccupazione, peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, coinvolgimento nella guerra e nel genocidio del popolo palestinese.
Perché questa mobilitazione parla direttamente a noi, alla classe popolare e ai giovani che secondo i piani dei guerrafondai dovrebbero prepararsi per andare in guerra.
La tregua a cui l’Iran ha costretto gli aggressori USA e sionisti è importante ma non significa pace.
Parliamo di due fatti che possono sembrare distanti per via delle aree politiche di riferimento, ma che dobbiamo considerare vicini, perché si parla sempre di emergenzialità, repressione, restringimento degli spazi di agibilità politica e solidarietà.
Facciamo due precisazioni rispetto a quanto abbiamo scritto nei giorni passati.