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Solidarietà a chi resiste nel centro imperialista!

Nell’area di Minneapolis un bambino di cinque anni, e altri tre di meno di dieci, sono stati detenuti dall’ICE, gli agenti federali anti-immigrazione statunitensi.
Adesso si sono spinti persino ad usare i bambini come esca.
«Hanno chiesto a Liam di bussare alla porta di casa per verificare se all’interno ci fossero altre persone e poi l’hanno detenuto» dichiara il distretto scolastico frequentato da uno dei bambini.

Ad oggi circa 73.000 persone sono detenute dalle autorità migratorie statunitensi, con un aumento dell’84% rispetto al 2025.
E dai media italiani istituzionali non trapela nessuna notizia su questa persecuzione razzista di massa. E come potrebbe? Quando Trump dichiara di chiamare anche la NATO a difendere il confine meridionale degli Stati Uniti dagli “immigrati illegali dal Messico”. E come potrebbe l’Italia contraddire gli Stati Uniti, il modello di democrazia per antonomasia del quale siamo militarmente servi.
Ecco cosa succede nella tanto acclamata democrazia Statunitense: rastrellamenti razzisti, come quelli che compivano le camicie brune naziste, omicidi di Stato, attacchi intimidatori alle comunità razzializzate. In questo consiste la politica di militarizzazione interna statunitense. E per giustificarla come sempre ad essere strumentalizzato è l’immigrato, categoria sociale costantemente sacrificata per la propaganda e la stretta repressiva dei governi borghesi.

A Minneapolis, in una sola città sono stati impiegati migliaia di agenti per queste criminali deportazioni. In questa città, dopo l’omicidio di Renee Good, cittadina americana di 37 anni colpita a morte da un agente dell’ICE il 7 Gennaio, decine di migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni contro la presenza delle forze anti-immigratorie statunitensi. E a Philadelphia, per difendere i quartieri dalla polizia federale, ritornano operative le Black Panthers, che dichiarano di essere lo «scudo armato» dei migranti che vivono nel terrore della Gestapo trumpiana.
A tutti loro va la nostra solidarietà.