‘Sta grande rottura di coglioni dei fascisti!
Mentre a Roma il Governo varava la manovra finanziaria, a Firenze il problema di Fratelli d’Italia era… chiedere lo sgombero del CPA presentando un emendamento al bilancio al Consiglio Comunale.
Mentre a Roma il Governo varava la manovra finanziaria, a Firenze il problema di Fratelli d’Italia era… chiedere lo sgombero del CPA presentando un emendamento al bilancio al Consiglio Comunale.
Mohammad Hannoun e gli altri 8 palestinesi arrestati – mentre l’inchiesta pare allargarsi – sono accusati di aver violato l’articolo 270 bis perché avrebbero utilizzato fondi umanitari per finanziare “il terrorismo internazionale”.
Nella mattina del 27 Dicembre sono state arrestate 9 persone, fra cui il presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia Mohammad Hannoun, con l’accusa di aver finanziato la resistenza palestinese attraverso delle associazioni di beneficenza.
Vogliamo prima di tutto esprimere tutta la nostra solidarietà agli arrestati, e ad Anan, Ali e Mansour – il primo dei quali da più di un anno si trovano in galera con varie accuse da parte della magistratura – volti a dipingerli come terroristi.
Mentre scriviamo si riunisce la Commissione Pace in Palazzo Vecchio per affrontare il tema relativo alla cittadinanza a Francesca Albanese e contestualmente è in corso una presenza solidale di cui riportiamo e condividiamo le posizioni.
Respingiamo al mittente l’uso strumentale dell’accusa di “squadrismo” rivolto ai compagni e alle compagne di Torino che hanno organizzato l’azione alla redazione de La Stampa.
Sono “tutti” pronti a riconoscere il fascismo dove non c’è e si voltano dall’altra parte quando ce l’hanno davanti.
Nella mattinata di oggi sono in programma le udienze di due processi che riguardano da vicino la Palestina e solidarietà internazionale.
A Roma si tiene il processo a Tarek, arrestato dopo gli scontri alla manifestazione del 5 Ottobre dello scorso anno a Roma.
Nel tribunale de L’Aquila invece è fissata una nuova udienza del processo ad Anan imputato con Alí e Mansour.
Condividiamo un contributo di Cuba Mambì sulle provocazioni che gli USA stanno mettendo in atto nel Golfo dei Caraibi e non solo.
CONTRO L’ASSE GUERRA–BLOCCO–OCCUPAZIONE: DIFENDIAMO CUBA, VENEZUELA E PALESTINA
Ieri a Napoli, la Rete per Palestina aveva lanciato un presidio contro la presenza, all’interno della mostra d’Oltremare in occasione della Pharma Expo, della farmaceutica israeliana “Teva” che è stara duramente contestata per la sua complicità nel genocidio.
Nell’esprimere il nostro sostegno segnaliamo quest’iniziativa di raccolta fondi per sostenere le spese legali dei compagni e delle compagne raggiunte dai fogli di via “per aver manifestato la propria solidarietà al popolo palestinese”.
Livorno è una città che compattamente si è mobilitata negli scioperi e nei blocchi dei giorni passati.
I portuali livornesi sono stati motore e riferimento di questa lotta che ha coinvolto lavoratori e studenti e con essi le realtà organizzate di tutta la città.
Tra queste l’Ex Caserma Occupata.
Israele è tornato a bombardare il Libano.
L’esercito israeliano ha fatto irruzione nella sede di Al Jazeera a Ramallah chiudendone le trasmissioni.
Gli USA sono tornati a minacciare di bombardare l’Iran.
Il governo non sa chi abbia autorizzato Netanyahu a sorvolare lo spazio aereo italiano.
In Cisgiordania coloni armati hanno cacciato i palestinesi intenti nella raccolta delle olive.
Il premio Nobel per la pace è stato assegnato a chi aveva chiesto l’intervento militare israeliano per rovesciare il governo del Venezuela.
I rappresentanti del governo che ieri erano a Firenze dovrebbero imparare anche questo dal popolo palestinese: la dignità!
Nonostante un genocidio di cui loro sono complici, i palestinesi mai hanno agito in senso vittimistico, ma hanno continuato a rivendicare la volontà di vivere nella propria terra a testa alta.