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Strage di Viareggio: contro i carnefici e chi li protegge
solidarietà alle vittime e ai loro familiari!

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Strage di Viareggio: contro i carnefici e chi li protegge, solidarietà alle vittime e ai loro familiari!

La notte del 29 giugno del 2009 il primo carro cisterna di un convoglio merci in transito presso la stazione di Viareggio deragliava trascinando fuori dai binari altri quattro carri. La cisterna montata sul carro sbatté contro un elemento dell’infrastruttura ferroviaria, che aprì uno squarcio causando la fuoriuscita del GPL. Una scintilla ne provocò l’innesco e l’incendio si trasformò in una tremenda esplosione che uccise immediatamente 11 persone e causò decine di feriti, molti dei quali morirono durante le settimane successive per le tremende ustioni riportate. In totale le vittime furono 32 e i feriti oltre un centinaio.
La causa del deragliamento fu la rottura di un asse che risultò corroso a causa della mancanza di manutenzione. ll treno era trainato da una locomotiva di proprietà di Trenitalia, e consisteva di 14 carri, il primo dei quali era immatricolato presso la compagnia ferroviaria polacca PKP. Gli altri 13 erano invece immatricolati in Germania presso la Deutsche Bahn. Le cisterne montate sui carri erano di proprietà della multinazionale statunitense GATX, che tramite la controllata KVG le aveva affittate a FS Logistica (divisione delle Ferrovie dello Stato dedicata ai servizi merci) che svolgeva i propri servizi per l’azienda di trasformazione petrolifera SARPOM.
Un quadro esemplare della cosiddetta globalizzazione! Appalti e subappalti di società, privatizzazione delle infrastrutture e dei servizi un tempo pubblici, manutenzione aggiudicata al massimo ribasso per assicurare i dovuti guadagni agli azionisti a scapito della sicurezza dei lavoratori e della popolazione. Al centro di questo mix criminale si trovava Mauro Moretti, ex sindacalista e capo di Trenitalia, uomo che, insieme a molti altri ma in posizione senza dubbio privilegiata, aveva guidato le ferrovie italiane, nell’interesse dei padroni, verso la privatizzazione creando i presupposti che hanno portato alla Strage di Viareggio.
Dopo anni di processi, l’8 gennaio scorso la Cassazione ha rigettato la sentenza di condanna in appello a 7 anni per Moretti e per altri dirigenti di FS e delle altre società coinvolte, dichiarando decaduta l’aggravante del mancato rispetto delle normative sul lavoro e quindi prescritto il reato più grave, quello di omicidio colposo. Al tempo stesso è stata sancita l’assoluzione definitiva delle società coinvolte e sono state accollate alle parti civili le spese processuali, negando loro ogni risarcimento.
Purtroppo questo esito vergognoso del processo non può sorprenderci. In oltre 70 anni di repubblica cosiddetta democratica troppe volte abbiamo visto le classi dirigenti di questo paese autoassolversi per le stragi che hanno commesso, sia che l’autoassoluzione passasse per degli inesistenti servizi deviati, sia che passasse per delle cosiddette mele marce che però non si sa come la fanno sempre franca, sia che passasse per i buchi delle leggi (casualmente ce n’è sempre uno) oppure per le decisioni inspiegabili di alcuni giudici (che poi si scopre sono amici degli amici). Potremmo fare il lungo elenco delle vittime di questi decenni, accostarlo a quello dei carnefici, praticamente tutti impuniti, e condirlo con le immancabili lacrime di coccodrillo versate dalla stampa. Ma questo non renderebbe ancora il senso della situazione, perché ogni giorno, ad ogni nuovo morto sul lavoro, a ogni decesso nei reparti sanitari dovuto a mancanza di cure, a ogni morto in carcere e in caserma, questo sistema ci sputa in faccia la sua impunità. Anzi possiamo già dire che la prossima strage impunita sarà di dimensioni senza precedenti, perché mai questo stato potrà processare le proprie responsabilità criminali nella gestione della pandemia in corso che ha provocato oltre 80mila vittime che tali sono diventate non perché le abbia uccise un virus ma proprio per una precisa scelta delle classi dirigenti. Esattamente com’è successo per Viareggio e per tutte le altre Stragi di stato.
Le nostre aspirazioni di giustizia non troveranno soddisfazione nei tribunali. Possiamo però fare in modo che la frustrazione e la rabbia di oggi si trasformino in un impegno di lotta senza compromessi contro il sistema che ha reso tutto questo possibile. I legami che vogliamo stringere, contro un potere assassino, corrotto e irriformabile, sono quelli di una solidarietà incondizionata con le vittime, con tutti i loro cari, e con tutti coloro che resistono e si spendono tutti i giorni, rischiando in prima persona, contro l’ingiustizia e la violenza di questo sistema.
Basta stragi! Basta impunità!