Profitto, speculazione e nocività,
difendiamo il territorio e la città!

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ll 14 maggio a Firenze una manifestazione contro la costruzione del nuovo inceneritore, e del progetto di ampliamento dell’aeroporto, attraverserà la città: da Novoli, dove ha sede la Regione, fino al centro cittadino. A convocare la mobilitazione sono l’Assemblea della Piana contro le nocività e le “Mamme NO inceneritore” con la partecipazione e l’adesione di centinaia di abitanti dei quartieri a nord di Firenze e con un forte radicamento del territorio: a testimoniarlo le numerose assemblee ed iniziative in programma per il lancio del corteo ed i continui volantinaggi e attacchinaggi che rendono l’idea di come il territorio sia investito da questa lotta. Sarà una manifestazione che partendo dal No all’inceneritore e dal No all’aeroporto, parlerà a tutta la città di temi di carattere generale come della difesa del territorio e delle condizioni di vita contro inquinamento, nocività, speculazione e privatizzazioni, per la difesa dell’ambiente e della salute.

Le argomentazioni di chi vorrebbe la realizzazione di queste opere e governa la città, il Partito Democratico, sono tanto deboli quanto arroganti: opere “necessarie” per il “progresso e lo sviluppo” della metropoli. Un “progresso e uno sviluppo” che passano sopra alle vite di decine di migliaia di persone che vivono in questo territorio. La logica che sottende alla costruzione di queste opere è sempre la stessa: la socializzazione dei costi e la privatizzazione dei profitti e ben rappresenta la città che ci stanno costruendo (o distruggendo) attorno.

Partiamo dal salotto “bene” della città: il centro storico. Uno spazio costruito sempre più a misura di turista, sempre più militarizzato e controllato e dal quale i fiorentini son esclusi, utilizzato dalle istituzioni per la propria auto-rappresentazione in occasione delle proprie manifestazioni e passerelle politiche con vertici, incontri nazionali e internazionali durante i quali questa porzione di città si trasforma in una vera e propria zona rossa. Le ultime proposte di legge in materia di “nuovi poteri ai sindaci” parlano proprio di questo: saranno loro a decidere chi potrà e non potrà manifestare, sostare e vivere nel loro cortile di casa. Ma se i lavoratori fiorentini vengono allontanati dal centro città ai quartieri di periferia, non avviene altrettanto per tutti quei servizi di prima necessità, che vengono concentrati e accentrati: un esempio su tutti è quello dei distretti sanitari che, seguendo la logica dei tagli e della privatizzazione del sistema sanitario, sono stati prima ridimensionati e poi chiusi, spostando tutte le proprie attività in via Gabriele d’Annunzio. Questa scelta ha messo tanti di coloro che usufruivano del servizio nel proprio quartiere in una situazione di difficoltà anche solo per quel che concerne gli spostamenti in questa città. Anche il servizio di trasporto pubblico ha subito un pesante ridimensionamento: anche Ataf è passata sotto la scure della privatizzazione che le lotte dei lavoratori sono riusciti solo a rallentare. Se tiriamo le somme possiamo dire che i mezzi sono sempre gli stessi, le corse diminuite, alcuni lavoratori sono stati trasferiti e il costo del biglietto è aumentato. Se parliamo di trasporto non possiamo poi non parlare di TAV. Il Treno Alta Velocità, che a Firenze vede la sua realizzazione nel sotto-attraversamento i cui scavi iniziano da Campo Marte e per cui sono in ponte i lavori per la stazione Foster, rappresenta un progetto completamente inutile per tutti i lavoratori e i pendolari fiorentini e delle zone limitrofe. Quello ad Alta Velocità è un treno che collega le grandi città, taglia fuori i piccoli centri, una mangiatoia di denaro pubblico con il quale, dopo la privatizzazione delle ferrovie, è stata sancita la fine del trasporto regionale e della sicurezza sulle linee ferroviarie: le proteste dei pendolari nel Valdarno, la strage di Viareggio, le inchieste per corruzione e la discarica per le terre di scavo sono qualcosa di più di un campanello d’allarme.

Le zone periferiche della città sono invece ormai ridotte a dormitori dove le tante decantate riqualificazioni passano dalla costruzione di centri commerciali e grandi sale cinematografiche, dove ormai spazi di incontro e socialità sono ridotti ai minimi termini e dove vengono ubicate strutture come inceneritori e discariche: case passerini da una parte e Selvapiana dall’altra. Tutto questo avviene in un contestato di disoccupazione sempre più alta e salari sempre più bassi, con tagli continui a tutto il settore pubblico e alle politiche di sostegno al reddito mentre le politiche di privatizzazione e aumento delle tasse rappresentano un’ulteriore sottrazione di salario ad una fetta sempre più consistente di lavoratori. A fare i soldi sono sempre le solite imprese di costruzione, i soliti palazzinari e i soliti dirigenti e amministratori delle ex municipalizzate.

Anche in Gavinana ormai da tempo solleviamo le problematiche specifiche del quartiere, legate alla chiusura del distretto sanitario, alla svendita del patrimonio pubblico, alla vendita di Villa Rusciano all’assenza di spazi di socialità e incontro nel quartiere.
Per questo pensiamo sia fondamentale essere in piazza il 14 maggio, col nostro striscione e al fianco dell’Assemblea della Piana contro le Nocività: per dare sostegno e solidarietà a chi sta portando avanti la lotta contro il nuovo inceneritore e il nuovo aeroporto e perché questa manifestazione parla a tutti coloro che non si vogliono rassegnare ad un modello di città fatta a misura di profitto, mercificata e svenduta al miglior offerente.

I compagni e le compagne del CPA Fi*Sud

 

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