Vai al contenuto
Home » FUORI I SOLDI PER IL TRASPORTO PUBBLICO!

FUORI I SOLDI PER IL TRASPORTO PUBBLICO!

125817491_158043616053802_9217754278043665587_n

FUORI I SOLDI PER IL TRASPORTO PUBBLICO!

Come per sanità e scuola, anche per il trasporto pubblico il virus e la ripresa dei contagi ha fatto venire i nodi al pettine.
Mentre i giovani venivano criminalizzati per la loro socialità e le loro abitudini, quegli stessi giovani erano costretti ad ammazzarsi sugli autobus per andare a scuola.
Mentre si richiamava alla responsabilità e al senso civico ci chiediamo se questo fosse l’esempio che le istituzioni volevano trasmettere.
Ancora prima che i contagi iniziassero a risalire abbiamo sentito parlare di tante cose inutili e superflue. Tra queste c’era il tema delle percentuali di capienza degli autobus: possibile che nessuno abbia pensato che per portare la capienza degli autobus al 50% sarebbe “bastato” raddoppiare le corse? Sicuramente, ma guai a dirlo perché costa troppo!
Se poi ciò è vero per gli studenti, lo è anche per milioni di lavoratori e pendolari che nel tempo libero devono rinunciare a sport, cultura e socialità ma per andare a lavorare possono e devono “abbracciarsi” e stringersi per prendere la corsa del mezzo pubblico che li porterà a timbrare il cartellino.
Come per scuola e sanità, 30 anni di tagli e privatizzazioni si sono fatti sentire anche nel trasporto pubblico.
Guardando al nostro territorio non possiamo che ricordare la lotta dei lavoratori ATAF contro la privatizzazione: una lotta dura e determinata che con il tempo è stata però lavorata ai fianchi da Comune, Questura e Prefettura con minacce, denunce, multe e precettazioni.
La tramvia stessa è stata e sarà a più riprese al centro del dibattito ma secondo noi con un approccio totalmente sbagliato.
Le linee della tramvia sono state costruite e saranno costruite con soldi pubblici ma a tutto vantaggio della gestione privata e soprattutto sono state pensate, progettate e realizzate per una gestione dei flussi e di una città basata sul turismo a tutto vantaggio dell’interesse privato e non certo dei lavoratori e dei pendolari.
Il trasporto ferroviario locale non versa in condizioni migliori: la manutenzione della rete, i mezzi e il personale sono ridotti ai minimi termini.
Pensiamo che ancora una volta, più di ogni analisi, le immagini della Strage di Viareggio siamo purtroppo il manifesto del disastro che è stato prodotto anche in termini di sicurezza.
Come avviene per quei medici e infermieri che denunciano le mancanze nella sanità, anche tanti ferrovieri impegnati nella lotta per la sicurezza sul lavoro sono stati licenziati e attaccati dall’azienda come è stato anche per Riccardo Antonini che, nel processo per la strage, sin da subito e fino alla fine si è schierato al fianco dei familiari di chi ha pagato con la vita le negligenze di un sistema che è in grado di pensare solo a utili e profitti.
Siamo quindi davanti a un sistema del trasporto pubblico ormai completamente inadeguato, non solo alla situazione contingente creata dal Coronavirus, ma inadeguato alle esigenze quotidiane di studenti e lavoratori. Anche in questo caso vediamo un continuo travaso di soldi pubblici verso il privato che poi corrisponde ad un abbassamento generale della qualità e della sicurezza del servizio ma con un aumento dei costi diretti – dei biglietti – non indifferente.
Anche per il trasporto pubblico i soldi non mancherebbe ma la scelta dello Stato è quella di privilegiare il trasporto veloce da un grande centro all’altro con la costruzione di grandi e dannose opere che meglio si prestano ad ingrossare i portafogli di speculatori e grandi imprese spesso concluse con il sistema mafioso… questo è il TAV!
Per la “Firenze Prossima” abbiamo tante idee: una di queste è ripensare e investire nel trasporto pubblico partendo dalle esigenze di chi vi lavora e di coloro che usufruiscono del servizio.
CPA fi-sud