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25 / 26 / 27 Maggio 2017
Sgrana & Traballa 2017

Sgrana & (Tra)Balla 2017 Tre giorni di Musica e Cultura Popolare
Tre Giorni 2017TREGG2017PROGRA1

PROGRAMMA

Dalle 19.00 tutte le sere assaggi, aperitivi tipici, a seguire cena e grigliate

GIOVEDI 25 MAGGIO

LE MUSIQUORUM
Le_MusiQuorum-Logo
Le MusiQuorum nascono dall’incontro di donne impegnate nella campagna referendaria per i beni comuni del 2011.
Nascono dalla necessità di dire con piacere, contaminare senza annoiare, essere partecipi facendo partecipare, essere unite superando le divisioni.
Lasciati i volantini, iniziano a cantare i temi referendari su arie molto note divulgando i testi per le strade di Firenze.
La vittoria referendaria dà un forte impulso a continuare e allargare il coro, che si mantiene aperto a chi desidera incontrarsi sui temi politici e sociali,
temi dai quali nasce anche la partecipazione alle numerose iniziative cui Le MusiQuorum vengono invitate.
Il repertorio comprende canti delle mondine, canti anarchici, della tradizione popolare o leggera sempre con attinenza alle tematiche sociali, delle donne, del lavoro, della pace, della migrazione.

KRITIKI MUSIKI
creta
Il gruppo, formato da tre musicisti cretesi e uno italiano, propone un ampio repertorio di musica dell’isola di Creta, dai brani tradizionali alle composizioni più recenti. Kostas Kiritsakis e Marios Borbudakis,
formano attualmente il principale duo di musica cretese a Salonicco. Iannis Roboiannakis, oltre ad essere un rinomato liutaio, è il numero uno indiscusso della zampogna in tutta Creta.
Bernardo Isola è un musicista fiorentino appassionato di musica cretese.
Creta è una delle poche regioni greche ed europee che mantiene ancora viva una tradizione di musica popolare ricca e fiorente.
La musica e gli strumenti cretesi rispecchiano la posizione di isola nel Mediterraneo: sono insieme greci, occidentali e orientali.
La lira, strumento ad arco che spazia un’area geografica che va dal Medio Oriente alla Calabria, è qui suonata nella sua versione cretese.
Il laouto, strumento a corde d’accompagnamento e solistico, è una via di mezzo tra l’oud arabo e il liuto rinascimentale europeo. La zampogna, classico strumento popolare, ha acquisito a Creta una particolare sonorità.
La formazione porta al CPA questa antica tradizione.

ITALICA
italica
Il progetto Italica nasce a Firenze dall’incontro di musicisti quasi tutti provenienti dalle esperienze della musica popolare di piazza che animava Firenze negli anni ottanta.
I componenti del gruppo, seppure provenienti da esperienze musicali diverse, sono accomunati dalla passione per la musica e le tradizioni del sud Italia.
L’intento del gruppo è non solo quello di divulgare la cultura etno-musicale del Salento della Calabria e della Campania ma di coinvolgere direttamente il pubblico nello spettacolo proposto,
vissuto come una grande festa, attraverso l’interazione sia con i musicisti sia con le danzatrici
Il sound del gruppo oltre che essere arricchito dall’esibizione in contemporanea delle danzatrici nelle danze piu tipiche,
è caratterizzato dalla contaminazione di altre sonorità con lo scopo di renderlo più attuale e gradito ad ogni tipo di ascoltatore.

TRE TEMPI FOLK BALLI DAL SUD

Durante i momenti del pre-concerto e dei cambi di palco tra i gruppi, anche quest’anno ci penserà il gruppo TreTTempi Folk a farci (tra)ballare: il Laboratorio Gratuito di Danze Popolari “TreTTempi Folk” insieme agli allievi della Scuola di Danze del Sud “Tarante Fiorentine” collaboreranno per animare le danze durante le serate della tre giorni, per trascinare tutti -ma proprio tutti!- a danzare sulle note dei balli toscani, occitani, bretoni e meridionali!

VENERDI 26 MAGGIO

KALAMU
kalamu 2

Kalamu (il cui nome significa musica kalabra) nascono nel 2005, quando un gruppo di giovani calabresi sperimenta un percorso musicale che vede la loro terra d’?origine protagonista in un’?evoluzione
di suoni contaminati dal mondo che la circonda. Parte il progetto che riprende brani della tradizione popolare meridionale rielaborati con l?uso di sempre nuovi generi musicali e brani composti interamente da loro
utilizzando la musicalità dei loro dialetti con testi che affrontano tematiche sociali, politiche, culturali della loro terra e del resto del mondo, attraverso occhi di giovani che non smettono di sperare in un futuro migliore.

CANUSIA
canusia sottoscala 9-2

I Canusìa nascono ufficialmente il 3 aprile 2006 esibendosi per la prima volta in una festa popolare a Sezze.
Ed è proprio nel paese lepino che Mauro D’Addia e Anna Maria Giorgi riscoprono il valore delle proprie tradizioni e i relativi canti che riaffiorano dai propri ricordi infantili.
Da subito i Canusìa si domandano cosa fosse rimasto di quel mondo antico sepolto dalle macerie di uno sviluppo sconsiderato, nasce quindi un desiderio di ritrovare questo mondo attraverso l’ascolto delle testimonianze canore
delle persone più anziane. Il desiderio infatti è la parola chiave che guiderà il gruppo nella ricerca del proprio nome: in dialetto setino canusìa vuol dire infatti desiderio.
Da subito è evidente la scelta e il linguaggio che il duo intraprende cioè lo stesso che trasmettevano le persone ascoltate:
gli stornelli, poesie improvvisate semplici, dirette ma spesso di alto valore artistico con contenuto vario, amore, sfida e riflessione sulle condizioni della propria vita;
serenate, canzoniestremamente romantiche ma che possono avere anche contenuti schernitori verso la donna;
canti di lavoro la fatica e la subalternità dei braccianti si esprimono attraverso dei canti cosiddetti “a longo” cioè cantati senza ritmo e accompagnamento, come un lamento, un grido di rabbia;
filastrocche divertenti canzoncine che accompagnano la vita dei bambini e la loro crescita.
Un repertorio vario e vasto fatto di tanti altri generi propri del territorio lepino, ma che non appartengono necessariamente ad un luogo.
La cultura popolare del Lazio ha avuto tanti protagonisti e tanti sono i ricercatori che negli ultimi anni stanno lavorando sui territori. I Canusìa si sono ispirati a due figure femminili molto importanti della storia recente della musica popolare laziale,
ovvero Graziella di Prospero (che fu chiamata non a caso “la voce del Lazio”) e Gabriella Ferri una grande interprete di canzoni romane (e non solo)

LOU TAPAGE
loutapage

Il viaggio inizia alle porte del 2000 nel sud ovest del Piemonte, su quelle montagne dove si uniscono mare e pianura,
Francia e Italia: una terra di confine in cui l’unirsi e il confondersi di lingue e tradizioni dà vita ad un mosaico di differenti voci, colori, suoni, un frastuono che tradotto in musica e in Occitano-Provenzale porta il nome Lou Tapage.
Un gruppo rock figlio del Folk – contaminato da un discreto numero di padri ignoti – la cui musica spazia dal ritmo dei balli popolari alle arie irlandesi, dal cantautorato italo-francese alla musica celtica,
il tutto legato da un filo conduttore che è proprio lo stile eclettico e personale con il quale i Lou Tapage da 10 anni a questa parte suonano in giro per l’Europa.

TRE TEMPI FOLK BALLI DAL SUD

Durante i momenti del pre-concerto e dei cambi di palco tra i gruppi, anche quest’anno ci penserà il gruppo TreTTempi Folk a farci (tra)ballare: il Laboratorio Gratuito di Danze Popolari “TreTTempi Folk” insieme agli allievi della Scuola di Danze del Sud “Tarante Fiorentine” collaboreranno per animare le danze durante le serate della tre giorni, per trascinare tutti -ma proprio tutti!- a danzare sulle note dei balli toscani, occitani, bretoni e meridionali!!

SABATO 27 MAGGIO

MANUELA RORRO – BASSA MUSICA
lab manuela rorro

Un piccolo viaggio tra i differenti balli che caratterizzano i luoghi del Sud Italia. Un viaggio musicale e danzato, arricchito di letture e racconti su alcune tra le feste e ritualità più belle del nostro meridione.
Condotto da Manuela Rorro, il laboratorio proposto è rivolto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi al mondo delle danze del sud Italia, pur non avendo precedenti studi musicali o di danza.
L’obiettivo è quello di condurre gli allievi a riscoprire forme di ballo tradizionale sopravvissute fino a noi e farne proprie le figure, la storia, la gestualità e scoprire i differenti stili di ballo e la loro evoluzione contemporanea.
Attraverso l’esplorazione dei codici tradizionali si acquisiranno gli strumenti necessari per muoversi all’interno delle occasioni rituali, per scoprire i differenti stili di ballo che caratterizzano ogni singolo luogo e la loro evoluzione contemporanea.
Partiremo dalla Puglia con lo studio della pizzica pizzica per poi approfondire alcuni tra i balli più noti e di cui ho avuto conoscenza diretta, appartenenti al sud Italia

LABORATORIO DI DANZE KURDE KOMA CIWANEN ARARAT
ararat logo (1)

Il Laboratorio di Danze Kurde KOMA CIWANEN ARARAT è una delle attività che il centro socio-culturale ARARAT di Roma organizza per far conoscere la propria arte e tutte le sue forme di espressione.
Il CENTRO ARARAT ha rappresentato negli ultimi diciotto anni nelle città uno spazio aperto, punto di riferimento per la comunità Kurda, un luogo di pace e di incontro tra culture diverse.
Mentre i Kurdi in Siria e in Turchia resistono e difendono la loro terra combattendo per l’umanità contro Daesh e l’esercito turco, a Roma si tenta di cancellare un’esperienza tra le più vive e attive della città che vede protagonisti i rifugiati kurdi.
La danza è da sempre uno degli elementi caratteristici della cultura kurda. Si balla in tutte le occasioni da festeggiare, si balla per esprimere cordoglio o solidarietà, e si balla anche e soprattutto per lottare.
Le danze sono scrigni preziosi che raccontano storie antiche di un popolo che non è mai stanco di raccontarle.
In Kurdistan esiste un ricco patrimonio di danze. Ogni città possiede il proprio repertorio tramandato di generazione in generazione.
La danza è sempre presente nei momenti più importanti della comunità e le danze sono generalmente miste con uomini donne che, seguendo il ritmo della musica, si tengono uniti per mano.
Tutto il corpo partecipa alla danza, ma solo i piedi e il busto eseguono movimenti precisi e ritmati

TENORE LUISU OZANU DI SINISCOLA
tenore louis

Deve il suo nome a uno dei fondatori del Partito sardo d’Azione, assieme a Bellieni e Lussu.
Definito “l’avvocato dei poveri”, Luisu Ozanu rivive nei testi del Tenore che prende appunto il suo nome,
ispirandosi ai principi che ispirarono il suo operato, all’indomani della Grande Guerra che vide perire un’intera generazione di giovani sardi.
I testi del Tenore Luisu Ozanu, unico nel suo genere in Sardegna, parlano infatti di problemi legati al sociale, e alle grandi e piccole tragedie del mondo moderno, non riferite esclusivamente all’isola.
La guerra, le basi militari, le carestie odierne del continente africano, la pena di morte, a esprimere concetti che si pensava difficoltosi per una lingua come il sardo, da sempre utilizzata nell’isola per “cantare” dell’isola, senza mai occuparsi di tematiche che potessero riportare all’esterno.
La lingua dei testi è il sardo logudorese nella variante di Siniscola paese di origine del tenore Luisu Ozanu.
Una forte differenza dagli altri capoluoghi storici del tenore, Orgosolo, Orune, Oniferi, Bitti, caratterizza la “moda” del canto siniscolese, non solo per la lingua (il siniscolese possiede caratteristiche come l’utilizzo della k o della c in sostituzione della g logudorese: es. sin. ocu – log. fogu, oppure l’eliminazione delle consonanti all’inizio delle parole, appunto: sin. ocu – log. fogu); la caratteristica principale del tenore è poi su bassu molto accentuato e una mesu oke armoniosa e anch’essa molto presente.
Il Tenore si è esibito dalla sua costituzione, nel 1996, in diverse piazze della Sardegna, in occasione delle feste patronali (luogo deputato da sempre per le manifestazioni canore nell’isola), ma anche in Italia e all’estero; ha collaborato inoltre e collabora attualmente a diverse situazioni non propriamente etniche, con l’incontro tra generi differenti che si interscambiano.
Ne costituisce prova le collaborazioni con il gruppo rock dei siniscolesi Kenze Neke e con i Cordas et Cannas.

DIGRESK
digresk

Digresk è un gruppo di musica popolare bretone. Digresk  significa decrescenza in bretone.
Ma lo stile di questi 6 musicisti è tutt’altro che decrescente. Il celtico-electro-rock è una fusione fra la musica degli strumenti tradizionali bretoni e celtici, come il Binioù, la bombarda, il flauto e la cornamusa,  con i ritmi più moderni della chitarra elettrica e dei sintetizzatori. E questa alchimia perfetta fa ballare ogni anno migliaia di bretoni duranti i fest-noz (feste popolari) bretoni. Gruppo militante, i Disgresk hanno sempre appoggiato con la loro musica e la loro allegria le lotte del popolo bretone.

MEDINSUD
medinsud
Il gruppo nasce a Bisignano dall ‘unione di sette musicisti che, nel 2012, decidono di far confluire in un progetto comune le proprie conoscenze, la passione per la musica e le tradizioni popolari. I Medinsud si avvalgono delle sonorità degli strumenti tradizionali quali:chitarra battente, mandola, zampogna, lira, organetto, tamburi a cornice e fisarmonica uniti a strumenti classici e non… come violino,chitarra e basso. La musica senza confini dei Medinsud poggia le proprie radici nel popolare lasciandosi contaminare però da ritmi e atmosfere mediterranee..favorendo cosi un innesto che abbraccia melodie e sonorità di altri popoli e culture..