No alla guerra! Sì alla solidarietà!

Venerdì 10 Aprile alle ore 17.00 in Sant’Ambrogio chiamata di piazza contro l’aggressione sionista al Libano.

Venerdì 10 Aprile alle ore 20.30 incontro e dibattito CUBA NO ESTÁ SOLA al CPA Firenze Sud.

Sabato 11 Aprile a Roma corteo nazionale contro il BLOCCO a CUBA.

Domenica 12 Aprile alle ore 13.30 al presidio ex-GKN assemblea regionale lanciata da Global Sumud Flotilla, Global Movimento ti Gaza, Thousand Madleens to Gaza, Giovani Palestinesi d’Italia.

Domenica 12 Aprile alle ore 18.00 all’ex-Caserma di Livorno benefit per la Global Sumud Flotilla.

Verso il 25 Aprile e il 1° Maggio…

Perché questa mobilitazione parla direttamente a noi, alla classe popolare e ai giovani che secondo i piani dei guerrafondai dovrebbero prepararsi per andare in guerra.

Andare in guerra per fare cosa?
Ci parlano di “sicurezza”, “civiltà” e “democrazia”. La realtà è un’altra.
L’occidente arruola e manda soldati in giro per il mondo per difendere il dollaro, i tassi d’interesse, lo spread, il finanziamento del debito e i propri privilegi.
A Cuba, in Palestina, Yemen, Libano o Iran combattono per la propria terra, la sovranità e l’indipendenza.
Già sappiamo da quale parte stare.

Paghiamo già abbastanza questa sporca guerra.
Nostri sono i soldi del risparmio usati sui mercati finanziari che vengono rastrellati attraverso fondi pensioni e sanitari.
Nostri sono i soldi pubblici che gonfiano i profitti di tutto il sistema guerra.
Nostre sono le infrastrutture usate per il traffico d’armi.
Questo ci torna indietro con l’aggravamento della crisi, l’aumento dei del prezzo dei carburanti e di tutti i prezzi al consumo.
I salari rimangono bassi e perdono potere d’acquisto.

Disertare il sistema della guerra non vuol dire disinteressarsene.
Vuol dire partire con Nuestra America Convoy per Cuba, con la Sumud Flotilla per la Palestina, contrastare la cultura della guerra come destino ineluttabile per i giovani, combattere il legame ormai sempre più saldo tra il lavoro e la guerra, scioperare per fermare la macchina bellica.

Vuol dire rendere chiaro alla classe popolare che la posta in palio è altissima e che quando ti chiedono di giocarti così tanto per la loro guerra, forse è arrivato il momento di mettersi in gioco davvero ma per una società nuova che ci liberi proprio da guerra, diseguaglianze e sfruttamento.