Solidarietà alle persone perquisite

SOLIDARIETÀ AI PERQUISITI
SOLIDARIETÀ A CHI LOTTA
Ieri la polizia di Stato ha perquisito le case di oltre 100 persone in tutta Italia, di cui 51 minorenni. In Toscana sono state perquisite 12 persone: 7 a Firenze (2 maggiorenni e 5 minorenni), 2 maggiorenni a Siena, 2 ad Arezzo, uno a Prato.
Il motivo? La partecipazione ad alcune delle chat nelle quali sono stati rilanciati i cortei del 17 Ottobre in tutta Italia: in Toscana, peraltro, completamente pacifici.
L’obiettivo? Terrorizzare e impaurire, minacciare e far tornare a casa tutte le persone che in queste settimane sono scese in piazza, spesso per la prima volta, spesso giovanissimi. In poche parole: colpirne 100 per educarne 100.000.
È la stessa operazione che le questure di tutta Italia stanno mettendo in campo in vista dei cortei lanciati per questo pomeriggio: bastano due comunicati per far partire la macchina del terrore su giornali, telegiornali e radio, con effetti anche comici, come nei video dei negozianti della Via del Lusso di Firenze (Via Calzaiuoli) che barricano le vetrine.
C’è un elemento però che rende la situazione ancora più grave: per eseguire le perquisizioni è stata usata la scusa, assolutamente ingiustificata, della detenzione abusiva di armi e munizioni, che prevede la possibilità di eseguire perquisizioni senza mandato (art. 41 TULPS). È L ’ennesimo passo compiuto verso uno Stato di Polizia necessario per poter condurre uno Stato di Guerra.
La nostra solidarietà va a tutti coloro che sono stati perquisiti in questi giorni, da chi è stato identificato in quelle piazze a Milano a chi è entrato in un gruppo Telegram, senza distinzione alcuna.
Nella speranza che questo comunicato raggiunga i perquisiti della Toscana: in solidarietà ci mettiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, per qualunque domanda e confronto.
Non lasceremo nessuno da solo di fronte alla repressione della Polizia: uniti siamo tutto, divisi siamo niente.