Omicidio di Stato

Ieri, nel venticinquesimo anniversario del G8 di Genova, il giorno in cui l’Italia è scesa in piazza al grido “Carlo vive e lotta insieme a noi!”, la Polizia compie un altro omicidio di stato. A Bologna due agenti spruzzano spray urticante in volto ad Abderrahim Fakir, lo immobilizzano, disteso a terra, mani e piedi legati da fascette, si inginocchiano sulla sua schiena, lo soffocano per minuti mentre chiede aiuto, finché non smette di respirare.
Ucciso soffocato, come Federico Aldrovandi, prima distrutto dai colpi dei manganelli, poi morto per “asfissia da posizione”, torace schiacciato sull’asfalto dalle ginocchia degli agenti. Come a Firenze nel 2014 hanno ucciso Riccardo Magherini, soffocato a terra per 13 minuti dalla polizia.
Nessuno dei poliziotti assassini ha mai pagato per averli uccisi, per aver ucciso Carlo, Cucchi, Uva, Ramy, Mansouri… e la lista è ancora lunga.
Ogni volta la stessa storia: la Procura verifica le dinamiche, arriva persino a confermare gli insabbiamenti da parte della polizia, come sulle torture alla Diaz, a Bolzaneto, come la falsificazione di registri sul pestaggio di Cucchi in carcere, come la pistola giocattolo posta accanto al cadavere di Mansouri dalle forze dell’ordine dopo averlo ucciso, confermando l’omicidio volontario e ribaltando l’imbarazzante scusa della “legittima difesa”. Vengono persino rilasciate le schifose affermazioni dei funzionari di polizia: come per l’omicidio di Carlo «speriamo che muoiano tutte queste zecche di merda… uno a zero per noi!», o durante l’inseguimento di Ramy «chiudilo, fallo cadere… Sono caduti? Bene!».
Tutti comprovati omicidi di stato, tutti poliziotti magicamente assolti.
E di fronte a tutto ciò quest’anno è stato approvato lo scudo penale per gli agenti, provvedimento che ha lo scopo di difendere a priori l’operato delle forze dell’ordine, garantendo loro l’impunità, non iscrivendoli più automaticamente nelle liste degli indagati quando commettono crimini, come questi.
Ecco qual è il risultato della loro propaganda sulla sicurezza, dei loro decreti e pacchetti sicurezza: polizia di stato, militarizzazione, violenza di stato. Niente a che fare con la nostra sicurezza, ma con il loro scopo di aumentare il controllo e la repressione.
La sicurezza che vogliono è che nessuno si lamenti se non arriva a fine mese, che nessuno protesti quando tra poco verrà mandato a morire in guerra per i loro interessi, è la sicurezza che nessuno sappia identificare la causa reale, i colpevoli che ci guadagnano sull’ennesima morte sul lavoro, mentre dall’altro lato sperano che, non appena la Polizia uccide un immigrato, si alzi dal basso un coro razzista e legalitario che legittimi persino un omicidio di stato.
Gli fa comodo la guerra fra poveri, gli fa comodo lo stato di polizia in una fase di guerra come questa, gli fa comodo creare capri espiatori, per cui nessuno prova empatia e solidarietà, che ci distraggono dal fatto che ogni giorno tutti noi paghiamo un prezzo carissimo per questa legalità, macchiata del sangue di oppressi, sfruttati e emarginati, per cui non c’è mai stata giustizia, legalità che la polizia difende e che non produce altro che il nostro impoverimento e repressione.
“LEGITTIMA DIFESA” CONTRO GLI ABUSI E GLI OMICIDI DI STATO