Mobilitiamoci e scioperiamo contro guerra e sionismo

L’Assemblea per lo Sciopero è uno strumento di cui ci siamo dotati per coordinarci al meglio come
espressione della complessità di posizioni di varie organizzazioni – sindacali o meno – e realtà del territorio fiorentino. Organizzazioni e realtà accomunate dall’obiettivo di contribuire alla lotta contro l’imperialismo, il sionismo, lo sfruttamento e che in questi mesi si sono mobilitate a sostegno del popolo palestinese e della sua Resistenza, connettendo queste battaglie a quelle che sul fronte interno hanno visto l’impegno contro il riarmo, il carovita e la repressione.
Le ultime settimane hanno visto una pluralità di scioperi, da quello della scuola, a quelli dei ferrovieri e dei portuali. Inoltre, per il mese di maggio sono programma altri scioperi di categoria e soprattutto due scioperi generali.
Dato il moltiplicarsi delle date, ci poniamo davanti a questi appuntamenti con l’obiettivo di valorizzare al massimo ogni singolo passaggio per la crescita di un movimento di classe contro la
guerra. Esiste un legame strettissimo tra la lotta di liberazione palestinese, la guerra, la prigionia politica, il carovita e la nostra condizione salariale.
Siamo chiamati a tenerli insieme in ognuno di questi appuntamenti, che si parta dal “generale per
andare al particolare” o viceversa perché il sistema-guerra è complessivo e come tale va affrontato in ogni sua ricaduta.
La manifestazione convocata dalle organizzazioni palestinesi in Italia per il 16 Maggio a Milano in
occasione della Nakba – di cui facciamo nostre le rivendicazioni – rappresenta il piano politico su cui è necessario si attesti il sostegno alla Resistenza palestinese, tenendo alla porta ogni opportunismo che purtroppo vediamo riprodursi continuamente in vari contesti.
Per lo sciopero generale del 18 Maggio a Firenze è fissato da USB alle ore 10.00 un presidio sotto la Prefettura per manifestare solidarietà alla Flotilla, per rompere la complicità dell’Italia con la guerra, fermare il riarmo e bloccare ogni filiera economica, industriale, logistica, tecnologica, accademica e commerciale che alimenta genocidio, occupazione e conflitti.
Nel frattempo, è in costruzione una giornata di mobilitazione per lo sciopero generale del 29 Maggio – convocato da SI Cobas e CUB – che rimetta al centro il tema degli insediamenti militari in Toscana e di infrastrutture come porti, ferrovie e aeroporti nella logistica al servizio della guerra. La mobilitazione cercherà il coinvolgimento della Flotilla, con l’idea che uno degli obiettivi sia quello di rompere il blocco verso Gaza ma anche imporre il proprio nei porti da cui partono i rifornimenti verso Israele.
Infine ci teniamo pronti a chiamare mobilitazione di piazza in tempi stretti e urgenti nel caso la Global Sumud Flotilla dovesse subire una nuova aggressione o nel caso dovessero riprendere i bombardamenti contro l’Iran.
Assemblea per lo Sciopero
Rivendichiamo:
- La cessazione immediata del genocidio in Palestina, l’ingresso degli aiuti e il ritiro dell’esercito di occupazione dalla Striscia di Gaza;
- La cessazione dei processi di annessione e lo smantellamento di tutti gli insediamenti coloniali sionisti in Cisgiordania;
- Il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese all’autodeterminazione, al ritorno e alla resistenza per la liberazione di tutta la Palestina storica, dal fiume al mare;
- La liberazione di tutti i prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione;
- La cessazione immediata del genocidio e della pulizia etnica in Libano e la fine dell’occupazione sionista del sud del Paese;
- La fine delle aggressioni contro la Siria, dell’occupazione e dei processi di annessione del Golan e dei territori del sud del Paese.
Denunciamo la piena complicità del Governo italiano e pretendiamo:
- La liberazione immediata di Anan Yaeesh, Ahmed Salem, Mohammed Hannoun, Yaser Elasaly, Riyad Albustani, Ra’ed Dawoud e il totale proscioglimento da ogni capo di imputazione, nonché l’archiviazione dei procedimenti a loro carico;
- Il ritiro di ogni provvedimento repressivo e di censura diretto contro chi si schiera al fianco del popolo palestinese, a partire da Tarek Dridi, imputato ingiustamente a seguito della manifestazione del 5 Ottobre 2024, e a oggi ancora incarcerato.
- L’interruzione immediata della vendita, dell’invio e del transito di armi verso l’entità sionista, nonché l’importazione di armi “israeliane” o da aziende “israeliane”;
- L’interruzione di ogni forma di cooperazione militare con l’entità sionista, a partire dal Memorandum d’Intesa, che dopo la sospensione deve essere definitivamente cancellato;
- L’interruzione di ogni accordo economico e l’imposizione di un embargo totale nei confronti dell’entità sionista;
- L’interruzione di ogni accordo accademico, culturale e sportivo con l’entità sionista;
- L’interruzione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv e di tutti gli altri gemellaggi tra comuni italiani e insediamenti coloniali “israeliani” o città palestinesi occupate: Firenze — Nazareth, Pisa — Akka, Como — Netanya, Genova — Akka, Asti — Ma’alot-Tarshiha, Sorrento — Eilat;
- Un impegno attivo nella persecuzione dei criminali di guerra israeliani, in conformità con i mandati d’arresto della Corte Penale Internazionale.
- Il ritiro delle persone con cittadinanza italiana che in Palestina e in Libano combattono tra le fila dell’esercito di occupazione sionista e il divieto di questa pratica;
- Il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese, dal ritorno nella propria terra alla resistenza, in ogni sua forma;
- L’interruzione della propaganda di guerra, antipalestinese, antiaraba e islamofoba messa in atto in ogni canale d’informazione e nei luoghi della formazione a vantaggio dell’entità sionista.