Libere e liberi di lottare con la palestina contro il sionismo

Il 26 Settembre ci saranno a Bari e a Firenze due manifestazioni regionali lanciate con le stesse parole d’ordine, per un problema che accomuna queste due città e le rispettive regioni: la presenza dei “Consolati onorari di Israele”..
Queste sedi sono veri e propri uffici di rappresentanza che permettono all’entità sionista di facilitare e instaurare relazioni economiche su questi territori, i cui governi regionali sono entrambi di centro-sinistra.
Infatti i consoli designati sono, in entrambi i casi, personaggi ben inseriti nel tessuto imprenditoriale locale e internazionale.

La guerra è una continua dialettica tra fronte esterno e fronte interno, tra Stato di guerra e Stato di polizia.
Da una parte si bombarda, si colonizza, si fa razzia di risorse; dall’altra si alimenta il circuito di speculazione finanziaria nei settori delle armi, dell’energia e dell’immobiliare.
Su entrambi i lati, si criminalizza e si definisce come terroristica qualsiasi esperienza non conforme alla prospettiva politica ed economica che l’Occidente si sta dando. Sul fronte interno, la guerra prende il nome di repressione e la forma di una serie di meccanismi comunicativi, legislativi, esecutivi e polizieschi che restringono sempre di più l’agire politico e sindacale.
Nel caso specifico, la solidarietà alla Palestina e la lotta con la Palestina per la sua liberazione, sono sempre state denigrate dalla controparte con l’accusa di essere espressioni antisemite.

Nonostante queste accuse siano infondate per ragioni storiche, logiche e argomentate, questo continuo martellamento comunicativo sta legittimando la promulgazione di una legge che contribuirà a consolidare a sua volta la supposta equiparazione tra antisionismo e antisemitismo.
Il governo Meloni, con l’attiva partecipazione di una parte consistente della cosiddetta opposizione, si appresta a convertire in legge un nuovo Ddl, nato – a loro dire – per colpire l’antisemitismo.

La realtà è che questa operazione politica non ha niente a che fare con l’antisemitismo.
Serve a colpire ogni esperienza di lotta e di resistenza che si opponga alla guerra, salvando e difendendo il sionismo: un progetto internazionale, coloniale, guerrafondaio e genocida.

Le manifestazioni di Bari e Firenze del 26 Settembre serviranno a rafforzare anche la lotta contro questo ennesimo aumento del livello repressivo.
Per questo invitiamo alla massima partecipazione rivendicando che, legge oppure no, continueremo a riempire le piazze alzando la bandiera della Palestina come simbolo di liberazione scrivendo sui nostri striscioni “Palestina libera dal fiume e fino al mare”.

Rete Liberi/e di Lottare