Domenica passata Giovanni si è trovato bell'e
ppronto in prima pagina su "Il Giornale" quanto basta per almeno un mese di bizze: neanche il bisogno di
fotocopiare.
Mettiamo in chiaro una cosetta, ed è incredibile che ce ne sia bisogno. Noi manifestiamo a Padova, manifestiamo a l'Aquila, manifestiamo a Firenze ma anche a Morlupo, a San Giovanni in Lupatoto, a Carcilupo,a San Martino di Lupari, a Masseria Lupotto, a Lupara, a San Lupo, a Montelupo Albese, a Montelupo Fiorentino e anche a Montelupone, cazzo. Perché se dopo aver lavorato tutta la settimana in pochi uffici e in dimolte fabbriche, in dimolti capannoni, su dimolte strade da pulire e dimolti cantieri edili vogliamo urlare che la galera ci fa schifo e che questo paese somiglia ogni giorno di più ad una galera, urliamo che la galera ci fa schifo e che questo paese somiglia ogni giorno di più ad una galera. Perché noi (
NOI) siamo cittadini liberi e sovrani.
Giovanni, forse, no.
Quelli della sua specie li ha descritti a meraviglia nel 1990 rav
Elio Toaff, partigiano della brigata garibaldina X bis "Gino Lombardi", che
tra le altre cose a settembre del 1944 arrivò in tempo a La Culla ed a Sant'Anna di Stazzema per
ammirare il risultato delle filantropiche azioni del fiero alleato tedesco, aiutato dai bravi ragazzi
che "non avevano tradito".
In questa
Perfidi giudei, fratelli
maggiori (Milano, 1990) si legge tra appunto che a rendere irrespirabile il clima dell'università di Pisa, ai suoi
tempi,
...C'erano poi, ma non erano molti, gli zelanti, che quando vedevano entrare
in aula qualche ebreo dicevano una battuta, uno slogan, una volgarità, tanto per
distinguersi e farsi belli agli occhi del regime. Erano i fanatici del GUF, quelli
che speravano nell'appoggio del partito per poter fare una rapida carriera ed
ottenere facili guadagni.Impossibile non pensare alla
prassi politica di un'organizzazione giovanile che della claque ai personaggi
sgraditi ha fatto una bandiera ed un motivo di vanto. Nonché l'unica propria ragione
di uscita pubblica insieme a quelle fiaccolate per le quali, in queste pagine, si è
pubblicamente auspicata l'invenzione di un
estintore lanciapiscio.
Chissà che a Giovanni non venga in mente nulla.
Ah, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, GUF sta -anzi, stava- per Gruppi Universitari Fascisti,
non per Giovani Universitari Fancazzisti, nonostante l'ampia sovrapponibilità dei concetti.
Torniamo adesso alle memorie del partigiano Toaff: nel 1939 spostarsi in treno fra Livorno e Pisa era diventato un grosso problema per gli studenti ebrei, esposti al dileggio e alle angherie degli studenti fascisti.
...In particolare
di quelli che si vantavano di avere dodici bolli nella tessera
universitaria. Questo significava che erano fuori corso da almeno otto
anni, ma loro, anziché vergognarsi, perché dodici bolli in tempi normali erano una
patente di ottusità e di cretineria, se ne facevano un vanto. Quei giovani sciagurati
che non riuscivano a laurearsi neanche in dodici anni, per sentirsi qualcuno si erano
legati mani e piedi al partito fascista...
Invecchiar segafacendo deve avere una tradizione solida e lodata, in certi ambienti
che da allora non hanno smesso di fornirne abbondanti e fortunati esempi. La
matematica è d'altro canto un'opinione fino ad un certo punto: all'università si
entra a diciannove anni; diciannove più dodici fa trentuno. Ed il fatto che il
paragrafo qui sopra non sia il ritratto parlante di Giovanni Donzelli, pur tracciato
con miracoloso e plurilustre anticipo, avrebbe potuto smentirlo solo il diretto interessato. Gli ci sarebbe voluto anche poco; gli sarebbe bastato laurearsi!