Benvenuti !

     Contenuti
· Home
· Articoli pubblicati
· Calendario attività
· Cerca
· Il tuo account
· Invia un nuovo testo
· La storia
· Laboratori & Attività

     28/01/2008

     FOCO

FOCO

FOglio di COntroinformazione popolare

     Sparacchia.org

Ricordiamo
Felice Pizzolla

     GuerrillaRadio

     Politica

La commissione
internazionale

     G8 Ge2001

     Colombia

Associazione
Nuova Colombia

     Euskadi

Herriekiko euskal elkartasuna

     Iran

Ali Shari'ati


IranBlog

     Iraq

Uruknet.info

Albasrah.net

Icasualties.org

     Utenti
In questo momento ci sono, 4 Visitatori(e) e 0 Utenti(e) nel sito.

Registrazione

 Operazione Stenterello: i Carabinieri a Gavinana

PHP-Nuke
Nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio nel quartiere di Gavinana a Firenze sud i Carabinieri hanno svolto un'operazione militare nei confronti di due compagni del CPA, uno dei quali di origine basca.

Verso mezzanotte e mezzo i due compagni, che si erano avviati verso le macchine dopo una birra in un bar, sono stati bloccati da diversi uomini in borghese che li hanno immobilizzati, perquisiti e minacciati con pistole puntate alla testa: "Se si muove sparagli"... La dice lunga sul clima che si respirava.
Subito dopo due volanti appostate poco distante sono sopraggiunte: da queste sono scesi due uomini armati di mitraglietta. I due compagni, uno dei quali ammanettato, sono stati condotti in caserma.
Il compagno basco è stato trattenuto perchè ritenuto un militante di ETA in possesso di documenti falsi, mentre la ricerca di armi eseguita sulla persona e nei veicoli ha dato esito negativo. L'altro è stato rilasciato dopo circa tre ore, senza nessun verbale.
La situazione si è risolta verso le 17.00 del giorno seguente dopo l'intervento di un avvocato e dopo accurati controlli sulle impronte digitali e prove salivari che hanno dimostrato l'estraneità del compagno ai fatti che gli venivano contestati . ..In altre parole, uno scambio di persona, come attestano anche i verbali.

Conosciamo bene la situazione che si vive nel Paese Basco: partiti, organizzazioni e associazioni giovanili della sinistra indipendentista vengono illegalizzate, radio e giornali chiusi e i prigionieri torturati quotidianamente.
Il teorema del todo es ETA arriva a colpire i compagni baschi che anche fuori da Euskal Herria lottano per il proprio popolo contribuendo a iniziative di lotta e solidarietà .
Quello che è accaduto non è casuale ma l'ennesimo tentativo di criminalizzare e isolare i legami internazionali di lotta che si sviluppano in Europa.
La solidarietà è un'arma ed è il meccanismo che la repressione vorrebbe stroncare.
Questo è il livello che ci viene imposto e a cui abbiamo il dovere di continuare a rispondere così in Euskal Herria come a Firenze e in Italia.
Da parte nostra non siamo più disposti ad accettare intimidazioni, provocazioni e criminalizzazioni di questo genere.
Non è possibile che una nottata di mitra, manette, minacce e reclusione nelle gabbie della caserma si risolva con un "ci scusi, arrivederci può andare", che non può e non deve pasasre sotto silenzio.
Il goffo tentativo di cercare l'operazione da sbandierare sulle pagine dei giornali, su cui costruirsi ulteriori teoremi aggiungendo lustro alle loro divise, non ha portato questa volta i risultati sperati.
Oggi infatti non si vedono le foto delle conferenze stampa con il ridicolo materiale sequestrato, magari falsificato come le molotov della Diaz di Genova, o le foto dei mostri da sbattere in prima pagina, accanto ai ghigni soddisfatti di qualche milite che avrà anche le congratulazioni delle istituzioni "democratiche" e del loro "papi". Non si vorrebbe far vedere però nenanche lo schifo di questa notte, le conseguenze che poteva avere, di quanti ogni giorno sono costretti a subire questi soprusi ed in alcuni casi anche percosse e torture. Non importa evocare il Cile per ricordarselo, Bolzaneto insegna. Sottovalutare situazioni come queste legittima chi le compie a fare ulteriori passi avanti con conseguenze facilmente immaginabili.

Ora più che mai è necessario rafforzare la solidarietà con il Paese Basco e con tutti quei compagni indagati, sotto inchiesta e rinchiusi in carcere perchè nei loro percorsi di lotta e nella loro crescita politica hanno scelto di alzare la testa e provare a decidere per il proprio futuro.

Euskal Herria non cammina sola!
Noi non saremo mai soli!
Contro la repressione non un passo indietro!

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud
EHL Firenze

Postato da Administrator il Thursday, 02 July @ 19:02:56 CEST (5 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 0)

 Sulla strage di Viareggio

PHP-Nuke
Si riceve e si pubblica.

Al momento, diciotto sono i morti. Decine i feriti ricoverati, di cui alcuni in condizioni disperate.
Innanzitutto, esprimiamo il nostro profondo e sincero cordoglio alle famiglie delle vittime e dei feriti di questa immane tragedia.

In secondo luogo, dobbiamo denunciare le responsabilità e le omissioni di chi permette un simile stato di cose.
E’ mai possibile far circolare in ferrovia, in mezzo alle città, queste bombe viaggianti?!
E’ mai possibile affidarsi a ditte private (in questo caso straniere) che non fanno la necessaria manutenzione ai carrelli-cisterne ?!
E’ mai possibile permettere a questi treni merci di oltrepassare la frontiera senza accurati e approfonditi controlli?!
E’ mai possibile che in pochi giorni, solo in Toscana, siano deragliati 3 treni merci?!
E’ mai possibile che sempre in Toscana, in questi giorni, siano avvenuti altri 2 incidenti ferroviari (di cui uno ad un treno viaggiatori)?!

Incidenti ripetuti e risaputi che per la buona sorte non hanno causato morti e feriti tra i ferrovieri ed i viaggiatori come, purtroppo, è avvenuto in altre circostanze.
Una storia che si ripete da anni (che i ferrovieri denunciano da anni!) e che la direzione dell’azienda Fs (con alla guida Moretti e Cipolletta) ha coperto, mascherato e falsificato, arrivando perfino ad infangare la memoria dei ferrovieri morti come responsabili degli incidenti.
Sul caso di Viareggio, sono talmente scoperti, che non possono farlo; ma già stanno provvedendo a scaricare le loro responsabilità unicamente alla ditta privata. Come se chi si affida ciecamente a questi profittatori della vita di lavoratori, viaggiatori ed ora anche della vita dei cittadini, non avesse responsabilità e colpe!
Eccome se ne ha, e ne ha ancora di più quando si permette di cacciare dalla ferrovia, con il licenziamento, delegati addetti alla sicurezza eletti dai lavoratori, perché denunciano la mancanza di sicurezza in ferrovia. Da quel licenziamento, e dai provvedimenti disciplinari successivi nei confronti di altri ferrovieri, sono avvenuti altri incidenti che non fanno che confermare la giustezza di quelle denunce per prevenire effettivamente incidenti e stragi.
Per questo, proprio per rispetto dei morti e di chi sta soffrendo in queste ore, dobbiamo dire la verità: è stata una strage annunciata e le solite lacrime di coccodrillo versate da lorsignori come l’infame tentativo di accollare le responsabilità ad altri (che pure le hanno) fanno veramente schifo.
Per non continuare a piangere domani, organizziamo oggi la prevenzione!
Per non continuare a recriminare domani, organizziamo oggi la lotta!

Invitiamo ferrovieri, lavoratori, cittadini a partecipare all’Assemblea a Viareggio nei locali del DLF, via Machiavelli 257, al 1° piano sopra la mensa, Venerdì 3 luglio alle ore 15.00

Viareggio, 2 luglio 2009

- Comitato di solidarietà e sostegno a Dante De Angelis
- Collettivo lavoratori e lavoratrici della sanità di Massa e Versilia
- Primomaggio (foglio per il collegamento tra lavoratori, precari, disoccupati)



Postato da Administrator il Thursday, 02 July @ 11:07:43 CEST (3 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 0)

 Benvenuta Bianca!

PHP-Nuke
Il Centro Popolare Autogestito si felicita con i compagni Sarah e Massimo per la nascita della loro Bianca!


Postato da Administrator il Thursday, 02 July @ 11:00:00 CEST (2 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 0)

 3 luglio 2009 con i lavoratori della GKN

PHP-Nuke
... Non vogliamo stare qui a fare lezioni sulla crisi, sui suoi effetti, e nemmeno la lista delle sfighe che rendono faticosa ed incerta la vita di noi lavoratori/trici, precari o meno, genitori o figli, immigrati o no, studenti ed insegnanti.
Siamo stanchi di sentire discorsi su come risolvere la situazione da coloro, siano essi politici o imprenditori (ai quali va' ridato senza timore il loro vero nome: Padroni), che in questi anni si sono appropriati della nostra vita in nome di un falso interesse comune, la famosa competitività dell'azienda Italia, e dei nostri salari attraverso un continuo indebitamento e i relativi salati interessi. Troppi, davanti a questa realtà, hanno piegato la testa, abbindolati da sindacati e sindacalisti più o meno complici delle scellerate scelte padronali e governative, da forze politiche che promettono e poi "magnano o danno da magnare agli amici". Troppi vivono con vergogna e disperazione la cassaintegrazione, il licenziamento. Altri sfogano verso irreali nemici la loro rabbia.
Quello che sta succedendo non riguarda la semplice sfera personale, il proprio ambito familiare, la propria fabbrica. Una fabbrica che chiude non riguarda unicamente i soggetti coinvolti, ma tutto il territorio circostante, le scuole frequentate dai loro figli/e, i luoghi di aggregazione del territorio. Impedire la chiusura di una fabbrica, benchè luogo di sfruttamento, non può più riguardare unicamente chi ci lavora. Un padrone che chiude, trasferisce altrove in nome del maggior profitto, che vende i macchinari, che mette in cassaintegrazione i lavoratori, non fa solo questo ma ferisce irrimediabilmente tutto il tessuto sociale coinvolto.
Per questo non può rimanere come un problema solo di chi ci lavora, così come chi ci lavora deve rompere la logica attendista degli acrobati del sindacato, dei tavoli e delle pseudo trattative, degli interventi delle istituzioni, rimandando a chissà quali tempi futuri una rottura con l'attuale modo di portare avanti la lotta.
I mass media parlano di crisi ma chi non parla, chi non riversa sui territori la propria realtà sono proprio coloro che la situazione se la vivono. Noi vogliamo invece che ciò avvenga. Cominciare fin da ora a fare di ogni fabbrica che chiude, di ogni situazione di cassaintegrazione, di licenziamenti un problema che riguarda tutto il territorio. Non ci deve essere luogo che non venga investito da questo problema. Non ci deve essere soggetto che possa dire "io non sapevo". Nessuno deve sentirsi solo, semplicemente compatito per la sua situazione, dentro quella logica assistenzialista più vicina alla carità cattolica che allo scontro di classe.
Le forme e i modi per farlo non conoscono ricette, siano essi volantinaggi nei quartieri, davanti a fabbriche vicine, nelle scuole della zona. Siano gruppi musicali o teatrali che si mettono a disposizione, siano insegnanti e studenti che portino dentro la scuola questa realtà. Non dobbiamo attendere i tempi della politica e del sindacato. Non servirà cercare di fermare tutto questo, dire che è presto, consultare chissà chi, o fare tutti i passaggi di rito.

Cantiere Sociale K100fuegos (Campi Bisenzio), CPA Firenze sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Rete dei Collettivi studenteschi fiorentini.

Venerdi 3 luglio dalle 19.00
di fronte ai cancelli della GKN
Via Fratelli Cervi a Campi Bisenzio
insieme al Comitato Cassintegrati GKN
"Chi sta pagando questa crisi?"
No a licenziamenti e cassa integrazione

Serata di mobilitaizone, informazione e protesta
con musica, interventi, cena, banchini di controinformazione

Alle 21.00 concerto di BandaK100, Fratelli Rosi & Guest
Stornelli del menestrello fino all'alba


Postato da Administrator il Thursday, 02 July @ 10:50:13 CEST (2 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 0)

 Treni

PHP-Nuke
Dal blog di Riccardo Venturi.

Due poveri cristi si svegliano alle cinque di mattina. Lei deve prendere il treno per andare a casa e poi a lavorare, in una città abbastanza lontana. La porto alla stazione, dall'altra parte della città; sì, perché il treno dalla stazione centrale che prendeva fino a un anno prima lo hanno eliminato. Era un intercity, un semplice intercity; li eliminano perché bisogna fare spazio alle loro “frecce rosse”, alle alte velocità, alle idiozie criminali che, per farti risparmiare un quarto d'ora da Milano a Roma ad un prezzo spaventoso, riducono il resto della rete ad una fogna su rotaia. Torno a casa da solo. Dopo un po' mi arriva una telefonata, dicendo che il treno non parte. Sembra ci sia stato un incidente da qualche parte. Ai passeggeri viene detto, praticamente, d'arrangiarsi; la classica formuletta, “Trenitalia si scusa per i disagi” e tutto risolto. Deragliato un treno merci carico di acido fluoridrico, poco dopo Prato; ritardi; casini; la povera crista arriva a lavorare alle tre del pomeriggio, stravolta. Ma, ad ogni modo, talvolta quel treno che prende (che arriva da Reggio Calabria), accumula anche due o tre ore di ritardo. Così, la normalità.
La normalità di una rete ferroviaria sconciata. Al sud, ad esempio. Al sud non bisogna mica farli, i treni, sono antieconomici. I treni vanno contro il lucroso business delle autolinee private. Una volta mi sono fatto proprio da Reggio Calabria a Bari su un “rapido”, pagando tanto di “supplemento”: partito alle quattordici dal capoluogo calabrese, arrivato a Bari alle una e cinquanta di notte. Su un treno non elettrificato privo di aria condizionata, d'agosto. Rapido. Immaginatevi voi se fosse stato lento, invece che rapido. La normalità di stazioni “privatizzate”, persino le stazioni, troiai dove da un lato si cacciano i disperati che vi dormono davanti, in nome del “decoro”, e dall'altro si chiudono le sale d'aspetto alle nove la sera; e chi deve partire dopo si arrangi, anche di gennaio. Dove pomposi cartelli, come alla stazione di Genova Porta Principe, annunciano che la stazione è “mantenuta nel decoro” (rieccolo!) da una ditta che in realtà la mantiene nella merda, come tutte le altre. La normalità di bagni nei treni che farebbero ribrezzo persino al Demonio. La normalità di uno schifo totale, generalizzato, ipocrita.
La normalità di licenziare e vessare un dipendente delle Ferrovie che ha denunciato uno stato di cose non più sostenibile. La normalità di un territorio ammazzato, quello della val Santerno e dell'alto Mugello, in nome di un'inutile e faraonica linea di “alta velocità” (che, come le “frecce rosse”, arriverà comunque in ritardo. Falde prosciugate e inquinate, corsi d'acqua seccati; condanne, sequestri, “azzeramenti”, richieste di danni di centinaia di milioni di euro, ed eccoli comunque lì bel belli, in nome dell' “economia”, in nome della “mobilità”. Merdosi papponi, senza distinzione di schieramento. Buoni soltanto, destre e sinistre, a mandare gli sbirri a manganellare la gente a Venaus. Buoni a tagliare i “rami secchi”, le linee dei lavoratori, le linee che non “rendono”, per fare posto alle loro TAV, agli Eurostar, ai gadgettini, alla presina per attaccare il computer, alla Stronzexpress che ti fa pagare cinque euro per un paninaccio gommoso ripieno di affettato di iguanodonte, a dei posti a sedere dove uno come me, alto un metro e novanta, rimpiange i vecchi scompartimenti puzzolenti da sei posti; uscivi fuori che anche il pancreas ti sapeva di treno, di quell'odore metallico tipico, ma almeno potevi stendere un po' le gambe o schiacciare un pisolino (sempre che, ovviamente, qualche solerte servitore dello stato non ti facesse dormire un pisolino eterno con una bomba).
Capita qualche incidente? E' sempre “errore umano”. Specialmente quando muore il macchinista, così almeno non può rispondere più. Poi succede che, una notte alle 23,54, ad un treno merci in transito per Viareggio, carico di una cosina innocua chiamata gas propano liquido, GPL, che non brucia e non scoppia nemmeno un pochino (ma che volete che sia!), ceda il carrello. E chi ci pensa ai carrelli dei merci che trasportano acido fluoridrico, gas superinfiammabili e esplosivi, ogni cosa? Non sono importanti, bisogna pensare alle elevate tecnologie! Allora il treno deraglia in stazione, un carro cisterna salta in aria e, assieme a lui, mezza Viareggio. La normalità, anche della morte, e della morte più atroce. La normalità di una città devastata. I ferrovieri? Lo dicono da anni che i carrelli dei merci malfunzionanti sono pericolosissimi. Ma tutta la tecnologia e tutte le risorse sono dirottate sui famosi “fiori all'occhiello”, sulle “alte velocità”. Altissima! Chissà a che velocità è saltato in aria quel treno merci; e il fiore che lorsignori possono mettersi all'occhiello è, per l'ennesima volta, un crisantemo. Cianciano di “sicurezza” ogni tre secondi, e quando c'è di mezzo la vera sicurezza, l'incolumità dei cittadini, se ne fregano; anzi, la considerano un fastidioso impiccio. La tolgono di mezzo. Sulle rotaie italiane viaggiano dei materiali da invidiare le ferrovie della Sierra Leone. Salta in aria un treno in stazione nella Corea del Nord (facendo, sembra, centinaia di vittime) e puntiamo il ditino, facciamo i superiori: “Da noi una cosa del genere non potrebbe mai succedere!”; già, come no! Con la differenza che, almeno, i responsabili del disastro nordcoreano ora sicuramente meditano in qualche simpatico lager e apprendono volenti o nolenti lo Juché dell'eterno presidente Kim-il Sung, mentre quelli del disastro italiano continuano, e continueranno, a prendere i loro favolosi stipendi da manager.
Nel frattempo, fuori dalla stazione di Firenze ma anche da altre, credo, fa bella mostra di sé un tabellone, con un orologio che segna il conto alla rovescia prima dell'entrata in funzione dell' “Alta Velocità”. Per favore, per rispetto ai poveri morti di Viareggio, qualcuno lo vada a prendere a sassate. E alla svelta.


Postato da Administrator il Tuesday, 30 June @ 15:11:33 CEST (5 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 0)


     Novità
Per oggi ancora nessun articolo.

     Login
Nickname

Password

Crea un account

     CPA-News
La mail list del CPAFiSud.
Per iscriversi


Questo sito
aderisce alla
Prima Internazionale dell'Odio

     Trova...



     Elezioni!

PDL: i Pasticcioni della Libertà

Crestomazia di molestie elettorali!

     I concerti

La sala, il calendario, come suonare al CPAFiSud.


Spettacoli e amici del CPAFiSud su Myspace!

     Il cinema

     DentroeFuori
Gruppo di lavoro sul carcere





Best viewed with Mozilla! Best viewed with Mozilla!
Il presente sito web è stato realizzato SENZA componenti Micro$oft e non rispetta alcuna regola, tanto meno quelle del W3C.

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud - Via Villamagna 27/a, 50100 Firenze Italy
bus: 3,8,23,71,80 (fermata p.zza Gualfredotto)
Uscita autostrada Firenze Sud, svincolo v.le Europa .
Come arrivare - How to reach us

E-mail: cpa@ecn.org
La Commissione Spettacolo è disponibile allo 0556580479 ogni lunedi dalle 19 alle 21: cpaspettacolo@inventati.org



Web site engine's code is Copyright © 2003 by PHP-Nuke. All Rights Reserved. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.
Generazione pagina: 1.048 Secondi