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 | Serata per il Comitato 3e32 dell'Aquila |

3e32 è una rete cittadina no-profit, apartitica ed autogestita, nata a seguito del sisma che ha devastato L’Aquila e la sua provincia alle 3e32 del 6 aprile 2009. La frammentazione in centinaia di campi e la mancanza di spazi sociali condivisi ha infatti reso ancora più fragile la popolazione, costretta ad abbandonare le proprie case e i propri riferimenti sociali e strutturali.
La comunità tutta pretende di partecipare attivamente ed essere pienamente informata sugli sviluppi conseguenti al sisma in merito alla ricostruzione, all’individuazione delle responsabilità e alla gestione dei fondi. Queste necessità, amplificate da una sfiducia nelle istituzioni da cui non si è sentita nei giusti tempi tutelata, rendono fondamentale l’unione delle forze e delle progettualità al fine di produrre un’unica voce che chieda trasparenza, diritti, tutela del patrimonio artistico e prontezza nella ricostruzione. 3e32 si riunisce in assemblee pubbliche settimanali nel Parco Unicef in via Strinella, primo spazio di socialità esterno alle tendopoli, e si sviluppa in diversi progetti: monitoraggio fondi, eventi culturali, mappatura dei campi, informazione e coordinamento.
Se hai voglia di partecipare o sei parte di un comitato già attivo nel territorio contattaci all’indirizzo mail: info.3e32@gmail.com
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Postato da Administrator il Tuesday, 09 March @ 14:00:01 CET (7 letture)
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 | 11 marzo, No TAV con Angelo Maddalena |
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Postato da Administrator il Sunday, 07 March @ 16:46:36 CET (15 letture)
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 | Solidarietà alla comunità curda |

Esprimiamo la nostra totale solidarietà alla comunità curda e agli arrestati lo scorso 26 febbraio all'interno di una operazione che ha coinvolto le polizie di alcuni paesi europei, a loro come a tutto il loro popolo che è costretto a vivere in esilio a causa di una guerra scatenata dalla Turchia, con la scusa della lotta al terrorismo, contro la popolazione curda, che ha portato sino ad oggi alla distruzione di oltre 4500 villaggi ed all'esodo di circa cinque milioni di profughi.
All'alba di venerdì 26 febbraio con un blitz dei nuclei antiterrorismo denominato operazione «Dogum» (matrimonio) guidata dalla digos di Venezia, in molte città italiane ed europee sono state arrestate sei persone di cui due estradate in Francia, sono stati fermati e interrogati altri settanta militanti kurdi ed eseguita la notifica di espulsione per altre venti, il che si traduce nel trasferimento prima nei Cie e poi nelle mani degli aguzzini turchi. L'accusa è quella di aver organizzato campi di addestramento per futuri guerriglieri inquadrati nel PKK. E' superfluo dire che ne' armi ne' altri materiali simili sono stati recuperati.
Le modalità dell'operazione ricordano da vicino quella contro il DHKP-C le cui conseguenze nel nostro paese, ad oggi, sono rappresentate dal rischio di estradizione in Turchia del militante Avni Er detenuto nel CIE di Bari dopo anni di carcere Italia. Carcere e Cie, due facce della stessa medaglia!
Un'operazione che trova la sua origine nella piena complicità dei governi europei con il regime fascista turco, prima con l'arresto di “Apo” Ocalan, poi con l'inserimento del PKK nella famosa “lista nera” delle organizzazioni ritenute “terroriste”. Una decisione sconfessata dallo stesso tribunale della giustizia europeo che nell'aprile del 2008 aveva affermato che il PKK non può essere considerato “terrorista”, in quanto espressione del popolo curdo a cui è negata qualsiasi possibilità di affermarsi come tale, in un paese, come la Turchia, dove parlare la lingua curda vuol dire essere imprigionato.
A fianco delle comunità curde che sono scese in piazza sabato 27 Febbraio a Pisa, chiediamo la libertà per gli arrestati e il blocco delle espulsioni, rivendicando il pieno diritto alla Resistenza dei Popoli oppressi che lottano per una loro effettiva liberazione sociale e nazionale.
Per l'autodeterminazione dei popoli in lotta, rilanciamo la solidarietà perchè non sia questa il prossimo obiettivo.
AZADIYA
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Postato da Administrator il Thursday, 04 March @ 17:28:51 CET (11 letture)
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 | Serata per il Comitato 3 e 32 dell'Aquila |

L'Aquila, 6 aprile 2009
NOI NON RIDEVAMO
Venerdi 12 marzo 2010, serata di autofinanziamento per il comitato 3 e 32 dell'Aquila.
Ore 19.30 aperitivo solidale.
Ore 21.00 cena di autofinanziamento.
A seguire, concerto con i Bandiera dell'Odio (HC da Napoli) e The Stummied (Ska Punk da Firenze).
3e32 è una rete cittadina no-profit, apartitica ed autogestita, nata a seguito del sisma che ha devastato L’Aquila e la sua provincia alle 3e32 del 6 aprile 2009. La frammentazione in centinaia di campi e la mancanza di spazi sociali condivisi ha infatti reso ancora più fragile la popolazione, costretta ad abbandonare le proprie case e i propri riferimenti sociali e strutturali.
La comunità tutta pretende di partecipare attivamente ed essere pienamente informata sugli sviluppi conseguenti al sisma in merito alla ricostruzione, all’individuazione delle responsabilità e alla gestione dei fondi. Queste necessità, amplificate da una sfiducia nelle istituzioni da cui non si è sentita nei giusti tempi tutelata, rendono fondamentale l’unione delle forze e delle progettualità al fine di produrre un’unica voce che chieda trasparenza, diritti, tutela del patrimonio artistico e prontezza nella ricostruzione. 3e32 si riunisce in assemblee pubbliche settimanali nel Parco Unicef in via Strinella, primo spazio di socialità esterno alle tendopoli, e si sviluppa in diversi progetti: monitoraggio fondi, eventi culturali, mappatura dei campi, informazione e coordinamento.
Se hai voglia di partecipare o sei parte di un comitato già attivo nel territorio contattaci all’indirizzo mail:info.3e32@gmail.com
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Postato da Administrator il Wednesday, 03 March @ 13:19:50 CET (19 letture)
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 | Le radici cristiane. Quelle vere. |

Il CPAFiSud ha caterve di nemici. Oh, c'è scritto sul giornale, praticamente tutti i giorni.
Può anche essere.
Poi succedono cose come quella riferitaci stasera, uno scambio di battute capitato appena due ore prima di cena.
Riccardo Venturi, autista di ambulanze.
Una sera di inizio marzo arriva una richiesta di routine: c'è da riportare a casa una paziente anziana, dopo cure di routine anche quelle, seguite ad un incidente di routine anche lui. Una caduta in casa.
Venturi Riccardo esce con l'autoambulanza di assegnazione, e si presenta all'ospedale. Saluti ed abbracci con metà del personale di servizio, tra portineria e paramedici.
La paziente è una suora piuttosto in là con gli anni, da riaccompagnare in un convento poco a sud di Firenze. Con lei c'è una consorella dal pesantisssssimo accento (anzi, azzénto) romagnolo, ottantaquattro anni ad occhio e croce, che chiede di sedersi accanto al posto di guida.
Figuriamoci se Riccardo non è d'accordo: - ...Certo madre, si accòmodi! -
- Grazie. Ho visto che léi conosséva un sacco di zénte là all'ospedale, eh?
- Eh sì, madre: conosco questo, quello e quest'altro, ché siamo tutti compagni.. Insomma: siamo tutti del CPA.
Immediatamente dopo, Riccardo pensa: "Ma cosa vado a raccontarle; cosa ne saprà mai una suora, del CPA..."
- Ah, sì! il CPA di via Vilamànnia! Lo conosco benissimo! Sono dei ragazzi bravissimi, hanno fatto un sacco di cose per
il quartiere... e vi dànno sémpre noia!
- Ma madre, noi...
E la suora, col gesto di chi tira corto e se lo può permettere, viste le ragioni che accampa: - Eh, Dio vede i giusti!
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Postato da Administrator il Tuesday, 02 March @ 23:23:43 CET (42 letture)
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 | Solidarietà di classe contro razzismo e sfruttamento |

I fatti di Rosarno, oltre lo sdegno e la rabbia, ci danno elementi e segnali che è importantissimo raccogliere e valorizzare: la storia di operai e lavoratori sfruttati e poi estromessi dal ciclo produttivo nelle fabbriche del nord che, come lavoratori stagionali, ripopolano le campagne per garantirsi un salario.
Sono le stesse contraddizioni che si trovano davanti milioni di lavoratori, oggi in cassaintegrazione, che vedono il loro posto di lavoro a rischio e che vivono sulla loro pelle questa crisi del capitalismo e del suo modo di produzione.
In periodi di così forte crisi, non solo economica ma anche politica e culturale, è sintomatico che emergano luoghi comuni che, troppo spesso, sfociano nell'identificazione di falsi nemici. Un meccanismo ben oliato da parte del capitale che inventa categorie per dividere la classe: proprio il capitale ha, infatti, utilizzato l'immigrato per innescare e fomentare la guerra tra poveri utilizzandolo, nello stesso tempo, come esercito di riserva.
In questo clima non c'è da stupirsi se le norme del pacchetto sicurezza aumentano di un terzo la pena del reato se commesso da un clandestino e i CIE vengono considerati indispensabili strumenti di "sicurezza" da tutto il ceto politico. Le stesse istituzioni toscane, che fino a ieri si dichiaravano contrarie all’edificazione di un CIE sul territorio regionale sono ora unite nel progetto di costruzione di uno di questi carceri.
Siamo davanti ad una guerra che governi e padroni combattono fuori dai confini con bombe ed eserciti che si ripercuote internamente sullo stato sociale, sui salari e sui diritti. Una guerra che sradica migliaia di uomini e donne dalla propria terra e dalla propria cultura e che prosegue nel ricatto del rimpatrio o della reclusione nei CPT o nei CIE creando una condizione complessiva di emarginazione e sfruttamento.
Se da una parte è necessario lottare contro il fascismo, che si nutre del razzismo e della paura dell'immigrato come oggetto della propria propaganda politica, dall'altra non possiamo soffermarci unicamente ad una lotta di tipo "umanitario". Non si tratta di rivendicare né un'"utilità" dell'immigrato, "necessario" al capitale in quanto consente maggiori possibilità di sfruttamento, né di un semplice miglioramento delle condizioni di vita, sebbene importanti, ma far si che la lotta per i diritti degli immigrati sia parte integrante della lotta di classe nel nostro paese: un momento in cui l'immigrato finisce di essere considerato tale diventando parte attiva della classe stessa, in quanto lavoratore e lavoratrice, in una condizione di sfruttamento dettata da un bisogno con cui ognuno di noi è costretto ora ed in futuro a fare i conti.
NO ALLO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI
NO ALLA GUERRA FRA POVERI
NO AL REATO DI CLANDESTINITA’
NO CIE NO CPT
Cantiere Sociale K100, Collettivo Politico Scienze Politiche, CPA Firenze Sud
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Postato da Administrator il Tuesday, 02 March @ 07:56:29 CET (12 letture)
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 | Tango per cambiare |
  | | E' stata durissima, ma stavolta li abbiamo beccati.
I tangueros clandestini sono qui al gaztetxe venerdi 26 febbraio 2010... |
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Postato da Administrator il Friday, 26 February @ 09:56:10 CET (46 letture)
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